Guida alla configurazione di Fluxbox
1.
Introduzione
Introduzione al window manager Fluxbox
Per chi non ha confidenza con gli ambienti desktop per Linux, i window manager
(gestori di finestre, in breve WM) sono programmi che girano sotto X11 utili
alla gestione di altre applicazioni con interfaccia grafica. I WM controllano la
collocazione di ogni finestra, la sua dimensione e il/i desktop che ad essa
hanno accesso. Questo può essere fatto automaticamente attraverso una serie di
impostazioni definite dall'utente oppure durante l'esecuzione con il mouse e
possibilmente le scorciatoie da tastiera, dipendenti dallo specifico WM.
Alcuni WM, tuttavia, svolgono più funzioni di una semplice gestione delle
finestre. Fluxbox fornisce anche una piattaforma per lanciare applicazioni,
configurare le scorciatoie da tastiera e le immagini di sfondo, nonché per
visualizzare informazioni. Il WM predefinito di GNOME, Metacity, non include
queste funzioni, che però sono disponibili grazie ad altri programmi GNOME.
Pertanto, non è corretto dire che Fluxbox sia un WM leggero. Tuttavia, dato che
Fluxbox include tutto ciò che è necessario per un desktop di base, molte persone
lo usano al posto di suite desktop più pesanti, come GNOME o KDE.
Per rendere le cose ancora più confuse, però, Fluxbox può sostituire i WM
predefiniti per GNOME o KDE. Ad esempio, alcune persone ritengono che Metacity,
il window manager di GNOME, non abbia la flessibilità di cui hanno bisogno, ma
allo stesso tempo sanno che Fluxbox non ha tutte le applicazioni di base e
l'integrazione che si possono desiderare da un ambiente desktop completo. Per
questo motivo, una persona potrebbe usare Fluxbox per gestire le finestre
e GNOME per tutto il resto. Notare, tuttavia, che con questa configurazione
si hanno alcuni inconvenienti causati da funzionalità che si sovrappongono.
Fluxbox può anche essere esteso con software di terze parti. Questa è spesso la
soluzione ideale in situazioni in cui le risorse hardware sono limitate, oppure
può essere anche solo una questione di gusti personali.
Questa guida si rivolge a chi non ha mai usato Fluxbox, ai semplici curiosi o a
chi vuole ottenere di più dall'accoppiata Gentoo/Fluxbox. Illustrerà anche come
aggiungere funzionalità (anche solo opzionali) mediante applicazioni di terze
parti che lavorano bene con Fluxbox.
2.
Installare Fluxbox
Installazione di base
Per prima cosa assicurarsi di aver installato un ambiente X funzionante, come
viene spiegato nella Guida alla
configurazione di X server.
Prima di installare Fluxbox bisognerebbe dare un'occhiata ad alcune delle USE
flag disponibili.
Nonostante le USE flag gnome e kde siano fornite per avere
compatibilità con gli ambienti corrispondenti, l'autore può affermare per
esperienza che queste non sono necessarie. Per chi desidera avere qt, gtk+ o
qualsiasi strumento di KDE/GNOME si è liberi di installarlo e configurarlo
indipendentemente. I flag gnome e kde semplicemente aggiungono il
supporto per i rispettivi protocolli e non dipendono da librerie esterne. Ad
ogni modo, comportano un incremento nelle dimensioni dei binari di Fluxbox.
Esiste anche il flag vim-syntax per rendere la configurazione più
semplice in un secondo momento. Questo flag installerà fluxbox-syntax,
uno schema di colori speciale per fluxbox da usare con vim. Saranno
quindi agevolati gli utenti, aumentando la leggibilità dei contenuti delle loro
chiavi e dei file di inizializzazione per Fluxbox. È una leggera estensione per
vim, quindi viene caldamente consigliata.
Infine, ci sono due flag che permettono di personalizzare le funzionalità di
Fluxbox, slit e toolbar. Queste flag sono fornite per fare in modo
che gli utenti che non hanno bisogno di slit
o della toolbar possano
compilare Fluxbox senza di essi. Risultano utili nel caso in cui si voglia
eseguire un ambiente estremamente minimale o nel caso in cui si stia
pianificando di usare applicativi differenti che forniscano le stesse
caratteristiche, come pannelli o strumenti indipendenti.
Una volta presa la decisione sulle proprie USE flag, bisognerà aggiungerle al
file /etc/portage/package.use:
Codice 2.1: Esempio: aggiunta delle USE flag |
# echo "x11-wm/fluxbox -gnome -kde truetype vim-syntax" >> /etc/portage/package.use
|
È inoltre necessario un programma che impedisca accessi non autorizzati al
server X, per questo sarebbe meglio emergere xlockmore. La maggior parte
degli utenti vorrà anche personalizzare lo sfondo, si consiglia quindi di
emergere eterm, che risulta essere anche un gradevole terminale per X11.
Codice 2.2: Emergere Fluxbox |
# emerge fluxbox xlockmore eterm
|
Questo è tutto; Fluxbox è installato! Comunque è molto probabile che non si
riuscirà a sfruttarlo a dovere con una installazione minimale. Le sezioni
seguenti spiegheranno come installare altri pacchetti utili, configurare Fluxbox
e fare in modo che programmi di terze parti lavorino per l'utente. Tenere
presente che si tratta solo di passaggi facoltativi, quindi scegliere pure
quelli che sono ritenuti interessanti.
3.
Configurare Fluxbox
Preparare X11
Fluxbox è semplicemente un programma che si appoggia a X11. Se si desidera, è
possibile semplicemente eseguire startx e quindi digitare fluxbox
in un terminale. Si tratta comunque di un procedimento piuttosto noioso. Se non
si desidera avviare direttamente l'interfaccia grafica, è possibile far caricare
automaticamente Fluxbox a X lanciando, come utente normale, il comando seguente:
Codice 3.1: Personalizzare xinit |
$ echo "exec startfluxbox" > ~/.xinitrc
|
Per molti utenti, questa non è ancora la situazione ideale visto che vorranno
sempre usare l'ambiente desktop; è fastidioso eseguire startx per
attivare l'interfaccia grafica ogni volta che si accede al sistema. Per i meno
esperti può anche costituire un rischio per la sicurezza. Se si blocca X11 con
xlock ma lo si avvia da console, chiunque possa accedere fisicamente
al computer può passare a quella console, uccidere il processo di X11 e usare
l'account di altri. Per evitarlo è necessario eseguire X11 in background oppure
eseguirlo tramite screen, disconnettersi da screen e quindi dalla console, una
procedura comunque noiosa. Usando un gestore di accessi (login manager) grafico
il problema non sussiste più. X11 funzionerà comunque da root, il che potrebbe
essere un male. Nel momento in cui scrive, l'autore non è a conoscenza di
eventuali exploit, ma se qualcuno è preoccupato, si consiglia di non usare X11
oppure di eseguirlo tramite screen. Tenere presente che questo non è un problema
di Fluxbox, ma di X11.
Esistono diversi gestori di accesso grafici tra cui scegliere; in questo caso
verrà usato SLiM. È possibile usare un
altro gestore di accessi, ma SLiM funziona bene con Fluxbox, come con altri
ambienti che potrebbero essere installati come GNOME, KDE o xfce.
Codice 3.2: Gestore di accessi |
# emerge slim
# rc-update add xdm default
|
Importante:
Assicurarsi di emergere slim e di aggiungere xdm allo script di
avvio e non il contrario. Scambiarli può creare problemi. Si dovrà modificare
anche un file di configurazione di sistema:
|
Codice 3.3: Modificare /etc/conf.d/xdm |
DISPLAYMANAGER="slim"
|
Temi ed Effetti Grafici
Chi desidera un'impostazione veramente minimale può saltare questa sezione. È
comunque buona cosa permettere all'utente di personalizzare l'aspetto del
proprio WM. Verranno installati temi specifici per Fluxbox, i loghi e le
immagini di Gentoo (per qualsiasi WM) e temi che possono essere usati su
qualsiasi WM della famiglia *box.
Codice 3.4: Installare stili ed effetti grafici |
# emerge commonbox-styles commonbox-styles-extra \
fluxbox-styles-fluxmod gentoo-artwork
|
Eseguire Fluxbox per la prima volta
A questo punto si è pronti per eseguire Fluxbox per la prima volta. Verrà
creata una cartella chiamata ~/.fluxbox/ nella propria home, dove
Fluxbox salverà la propria configurazione popolandola con alcuni valori di base.
Codice 3.5: Avviare Fluxbox da terminale |
$ startx
|
Nel caso in cui sia stato installato SLIM o qualche altro gestore d'accesso, lo
si avvi come utente root digitando:
Codice 3.6: Avvio del gestore d'accesso |
# /etc/init.d/xdm start
|
Dopodichè scelgiere Fluxbox come sessione e autenticarsi con il proprio utente
regolare.
Una volta che Fluxbox è in esecuzione, apparirà abbastanza spoglio. Dovrebbe
mostrare una scrivania nera con una barra sul fondo. Si può premere il tasto
destro del mouse in ogni punto dello schermo per far apparire il menù
constestuale. A partire da questo si dovrebbe essere in grado di avviare ogni
applicazione che si desideri, o aprire un terminale dal quale avviare qualsiasi
cosa.
Scorciatoie da Tastiera per Fluxbox
Fluxbox dispone di una serie piuttosto limitata di scorciatoie da tastiera.
Permette all'utente di passare da un desktop all'altro e niente più. Prima di
apportare le modifiche ci sono un paio di cose da sapere. Nel file di
configurazione dei tasti rapidi di Fluxbox ci sono dei modificatori
particolari. Mod1 è comunemente conosciuto come il tasto "Alt" e Mod4 è
l'impronunciabile tasto (windows). Control e Shift sono identificati da Control
e Shift. Per le scorciatoie è meglio usare i tasti Alt/Windows dato che altri
programmi che girano su X11 tendono a usare Control e Shift.
Tutti questi sono fra loro indipendenti, perciò ignorare ciò che non serve o
modificare soltanto ciò che si desidera. Questa guida assume che i programmi
citati siano quelli più comunemente usati; se è il caso, sostituire il nome del
pacchetto in uso a quello qui citato. Per maggiori informazioni è possibile
consultare le pagine man di fluxbox.
Ora che tutto quanto è stato chiarito, basta lanciare un editor di testi (come
utente normale), aprire ~/.fluxbox/keys e aggiornare le
scorciatoie.
Codice 3.7: Modificare le scorciatoie da tastiera |
Mod4 l :ExecCommand xlock
Mod1 f :ExecCommand firefox
Mod1 t :ExecCommand thunderbird
Mod1 o :ExecCommand oowriter
Mod1 v :ExecCommand gvim
Mod1 e :ExecCommand Eterm -name alsa -e alsamixer
Mod1 r :ExecCommand fbrun
Mod1 4 :Close
Mod1 m :Minimize
Mod1 a :ExecCommand aterm -name aterm -sl 3000 -tr +sb -sr -sk -bg black -fg \
white -fade 90 -bl -tn xterm -fn \
-misc-fixed-medium-r-normal-*-*-120-*-*-c-*-iso8859-15 -g 116x57
Mod1 s :ExecCommand aterm -name aterm -sl 3000 -tr +sb -sr -sk -bg black -fg \
white -fade 90 -bl -tn xterm -fn \
-misc-fixed-medium-r-normal-*-*-120-*-*-c-*-iso8859-15 -g 116x57 -e su -
|
Monitor di Sistema
Qualcuno avrà il desiderio di installare un monitor di sistema che giri sotto
X11. Gkrellm è piuttosto diffuso, ma per mantenere il minimalismo di Fluxbox, ne
verrà installato uno più semplice: conky. Se si desidera è possibile
usare altri monitor; esistono tonnellate di guide per installarli.
Codice 3.8: Installare conky |
# emerge conky
|
Il file di configurazione predefinito di conky è abbastanza povero, ma si
possono trovare ulteriori informazioni nelle pagine man o nella guida Guida a Conky in Gentoo Linux
Le Icone
Fluxbox non possiede applicazioni per visualizzare icone sul desktop; tutto è
gestito tramite le scorciatoie da tastiera o dal menu del tasto destro. iDesk
è un programma che aiuta a colmare questa lacuna. Permette agli utenti di
window manager minimali a visualizzare icone sul desktop e offre anche alcuni
effetti grafici come le trasparenze. A dispetto del nome idesk non ha nulla a
che fare con Apple o Mac (per quello che ne sa l'autore). Installare iDesk è
molto semplice:
Codice 3.9: Installare idesk |
# emerge idesk
|
Una volta installato sarà necessario aggiungere le icone. Le icone di idesk
sono gestite dai file di configurazione che si trovano in
~/.ideskrc. Si tratta di un'operazione piuttosto lunga e non può
essere descritta con chiarezza in questa guida. Per maggiori informazioni,
man idesk e un'occhiata alla
guida
e a questa discussione
nel Forum di Gentoo.
File Manager Grafici
È importante notare che Gentoo non necessita di un file manager. È possibile, e
anche semplice (secondo la modesta opinione di chi scrive), effettuare tutte le
operazioni sui file da linea di comando. Comunque, non tutti la pensano in
questo modo...
Molti utenti che si avvicinano per la prima volta a Gentoo/Fluxbox sono
disorientati dalla mancanza di un file manager grafico come nautilus in
Gnome. Fluxbox non offre un'applicazione simile ma, come sempre, non è difficile
aggiungerne una. Ci sono varie opportunità, ma questa guida ne descriverà solo
tre, una orientata ai minimalisti che si trovano a
proprio agio con il 'solo testo' e due per quelli a cui piace poter cliccare sulle icone. Naturalmente è
possibile adottarle tutte e tre per poi scegliere quella che si preferisce.
Gentoo File Manager - Il minimalismo
Il file manager Gentoo cerca di offrire i benefici dell'interfaccia grafica
senza la pesantezza comunemente associata a interfacce di questo tipo.
Codice 3.10: Installare Gentoo File Manager |
# emerge gentoo
|
Nota:
Il file manager Gentoo è un progetto separato dalla distribuzione Gentoo Linux.
Per maggiori informazioni consultare le Condizioni per l'uso del nome e del
logo Gentoo.
|
Il file manager è interamente configurabile tramite interfaccia grafica, per cui
lo si può personalizzare in assoluta libertà.
Rox File Manager - Spazio alle Icone
Rox è un file manager che fa uso di testo e icone e si avvicina molto a Esplora
Risorse di Windows.
Codice 3.11: Installare Rox File Manager |
# emerge rox
|
Rox si comporta come i file manager "tradizionali", per questo la sua
interfaccia dovrebbe essere abbastanza intuitiva. In caso contrario, consultare
le pagine man.
Thunar File Manager
Thunar è un leggero e veloce file
manager che, in modo simile a Rox, si comporta come i più tradizionali file
manager. Include icone e testo ed è facile da usare. Anche se concepito per
Xfce, è un buon complemento per un sistema
basato su Fluxbox.
Codice 3.12: Installare Thunar |
# emerge -avt thunar
|
Visualizzare le immagini
Molti window manager integrano applicazioni per visualizzare le immagini
contenute nelle directory. Queste applicazioni sono piuttosto leggere e non
permettono di modificare le immagini (compito svolto da altre applicazioni,
come gimp o simili). Questa caratteristica è fondamentale quando tali
applicazioni vengono usate unitamente alla linea di comando o a file manager
come gentoo o rox. Sebbene thunar possa mostrare miniature
di immagini, un leggero visualizzatore di immagini separato è ancora una buona
idea.
Codice 3.13: Installare gqview |
# emerge gqview
|
gqview può essere lanciato in qualsiasi directory per visualizzare
quasiasi immagine tra i tipi supportati.
Impostare un tema, uno sfondo e uno script di avvio
Fluxbox dispone di un certo numero di temi che possono essere impostati tramite
il menu del tasto destro, quindi "Fluxbox menu" e "System Styles". Questi temi
di solito impostano il proprio sfondo che normalmente è a un solo colore oppure
una sfumatura. Molti utenti preferiscono personalizzare lo sfondo e tenerlo
attivo a prescindere dal tema scelto. Per questo bisogna modificare altri file
di configurazione di Fluxbox che ne governano la fase di avvio. Lanciare un
editor di testi e aprire ~/.fluxbox/startup.
Se il file esiste già, cancellarlo. Aggiungere il codice riportato qui sotto ad
un nuovo file, togliendo i commenti, se necessario, e inserendo i valori
opportuni al posto dei TESTI_MAIUSCOLI.
Codice 3.14: Modificare gli script di avvio di Fluxbox |
exec /usr/bin/fluxbox -log ~/.fluxbox/log
|
Configurare i menu
L'autore utilizza un editor di testi per creare i menu. Se si condivide questa
scelta si può saltare questa sezione e passare direttamente a
Modificare i menu a mano.
È possibile modificare a mano ~/.fluxbox/menu dopo averlo
generato in automatico (vedere la prossima sezione), per aggiungere o eliminare
le voci che non vengono usate. Se qualcosa viene eliminato da questo file, non
apparirà più nel menu dell'utente ma il pacchetto rimarrà sul sistema. Il
programma potrà comunque essere lanciato dalla linea di comando.
Sul sistema è disponibile fluxbox-generate_menu, un programma che
permette di generare automaticamente i menu. Per eseguirlo (come utente senza
privilegi di root):
Codice 3.15: Generare i menu |
$ fluxbox-generate_menu -is -ds
|
È vivamente consigliato l'uso di fluxbox-generate_menu -is -ds, invece di
altri programmi che non sono configurati per scandagliare la struttura delle
directory propria di Gentoo.
Questo può anche essere fatto direttamente dal menu di Fluxbox. Infatti vi si
trova solitamente una voce chiamata "Regen Menu" la quale ri-eseguirà lo script,
in cerca di ogni nuovo applicativo che sia stato installato a partire
dall'ultima esecuzione.
Nota:
Con questo metodo è possibile generare automaticamente i menu pur mantenendo
un certo controllo manuale. Creare e configurare
~/.fluxbox/usermenu a mano (vedere la prossima sezione per la
sintassi) consente all'utente di avere un menu personalizzato che non verrà
cancellato dalle successive esecuzioni dello script.
|
Modificare i menu a mano
Il menu di Fluxbox non è altro che un file di testo che segue una sintassi
abbastanza semplice. La configurazione predefinita si trova in
~/.fluxbox/menu
Le voci di menu che devono eseguire un'applicazione sono definite dall'elemento
[exec]. È possibile definire una nuova voce sotto l'elemento
[begin] (la radice dell'albero dei menu) o tra l'elemento
[submenu] e il corrispondente elemento [end] che definiscono
rispettivamente l'inizio e la fine di un sottomenu; per esempio:
Codice 3.16: Definire nuove voci di menu |
# menu di fluxbox personalizzato
[begin] (Fluxbox)
[exec] (XTerm White on Black) {xterm -ls -fg white -bg black}
[submenu] (More terminals)
[exec] (Aterm default) {aterm}
[exec] (Rxvt default) {rxvt}
[end]
[end]
|
La definizione del menu radice inizia con l'elemento [begin] seguito dal
nome tra parentesi e finisce con il corrispondente elemento [end]. Tutti
i comandi che definiscono il menu (qui chiamati 'elementi') sono racchiusi in
parentesi quadre, il nome dei menu e sottomenu sono racchiusi in parentesi tonde
mentre i comandi veri e propri che eseguono le varie applicazioni sono racchiusi
in parentesi graffe. Sono consentite le righe di commento e iniziano con il
carattere #.
Nell'esempio appena preso in esame, la prima istanza di [exec] definisce
una nuova voce "XTerm White on Black" che eseguirà il comando xterm -ls -fg
white -bg black come se fosse da linea di comando. Successivamente c'è un
sottomenu definito da [submenu] e subito dopo una sezione chiamata "More
terminals" con altre due istanze di [exec]. Ogni sottomenu deve essere
terminato con l'elemento di chiusura [end].
Ci sono altri comandi per gestire i menu che si possono usare nel proprio file
~/.fluxbox/menu. Si prega di leggere la documentazione ufficiale
disponibile in rete per maggiori informazioni.
Risorse
- Il wiki di Fluxbox
-
Sviluppatori e utenti di Fluxbox nel canale #fluxbox su irc.freenode.net
Conclusioni
Congratulazioni. Fluxbox è ora installato, configurato e pronto all'uso. Per
qualsiasi dubbio o suggerimento si può inviare una email all'autore oppure è
possibile segnalare un bug nel Bugzilla
di Gentoo.
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