Guida rapida all'installazione di Gentoo Linux x86 con RAID Software e
LVM2
1.
Introduzione
Questa guida contiene tutti i comandi necessari per una completa installazione
da stage3 con LVM2 e RAID software ed è indirizzata ad utenti avanzati. È
inoltre necessaria una connessione ad Internet per poter scaricare lo stage3 e
una snapshot di Portage.
I nuovi utenti dovrebbero leggere il Manuale in quanto dà una migliore
panoramica del processo d'installazione.
Tutti i comandi che necessitano un po' di tempo per completare sono eseguiti con
time e quindi viene indicato il tempo di esecuzione. I tempi sono stati
registrati su un AMD 2000 1,66 Ghz, 512 Mb di RAM e due dischi SATA connessi ad
un controller hardware configurato come JBOD (cioè da Gentoo vengono visti due
dischi separati). Se si possiede un controller RAID "hardware" integrato nella
propria scheda madre, attenzione perché potrebbe non essere un vero e
proprio controller hardware, ma un cosiddetto "Fake" RAID.
Codice 1.1: Specifiche della macchina di test |
# grep bogo /proc/cpuinfo
bogomips : 3337.81
# hdparm -tT /dev/sda /dev/sdb
/dev/sda:
reads: 1048 MB in 2.00 seconds = 524.00 MB/sec
Timing buffered disk reads: 152 MB in 3.01 seconds = 50.50 MB/sec
/dev/sdb:
Timing cached reads: 1048 MB in 2.00 seconds = 524.00 MB/sec
Timing buffered disk reads: 152 MB in 3.01 seconds = 50.50 MB/sec
# grep MemTotal /proc/meminfo
MemTotal: 509248 kB
|
2.
Guida rapida all'installazione
Supporti per l'Installazione
Scaricare il CD da uno dei mirror. È
possibile trovare le ISO del minimal CD in
releases/x86/<release>/installcd, o in alternativa quelle
del LiveCD in releases/x86/<release>/livecd. Il
minimal CD è utilizzabile solamente per installazioni via Internet. Si
può utilizzare il LiveCD per un'installazione senza la rete, così come
spiegato nel Manuale x86
2008.0. Si consiglia l'uso del minimal CD.
Masterizzare il CD ed effettuare il
boot.
Avvio del CD
Premere F2 alla schermata di avvio per visualizzare le opzioni
disponibili. Si può scegliere fra gentoo or gentoo-nofb,
quest'ultimo disabilita il framebuffer. Se si è avviato dal LiveCD, va
utilizzata l'opzione nox per impedire l'avvio dell'ambiente grafico X.
Diverse opzioni permettono di abilitare o disabilitare alcune funzionalità. Se
tutto procede correttamente, il proprio hardware verrà rilevato e verranno
caricati tutti i moduli necessari. Se il kernel non si avvia correttamente o il
computer si blocca durante la procedura di avvio, potrebbe essere necessario
provare con opzioni differenti. Il modo più sicuro è probabilmente quello di
usare l'opzione nodetect e caricare esplicitamente i moduli necessari.
Codice 2.1: Avvio dal minimal CD |
Gentoo Linux Installation LiveCD http://www.gentoo.org
Enter to Boot; F1 for kernels F2 for options.
boot: gentoo-nofb
boot: gentoo-nofb nodetect
|
Opzionale: caricamento dei moduli
Si si è utilizzato l'opzione nodetect, caricare i moduli necessari una
volta avviato. Bisogna abilitare il supporto di rete e avere accesso ai dischi.
Il comando lspci può aiutare a identificare il proprio hardware.
Codice 2.2: Caricare i moduli necessari |
livecd root # lspci
livecd root # modprobe 3w-9xxx
livecd root # modprobe r8169
|
Configurazione di rete
Se la rete non è ancora funzionante, si può usare il comando net-setup
per configurare la rete. Potrebbe essere necessario usare modprobe per
caricare il supporto per la propria scheda di rete prima di procedere alla
configurazione. Se si utilizza un collegamento ADSL, si potrà utilizzare
pppoe-setup e pppoe-start. Per il supporto a PPTP, modificare
/etc/ppp/chap-secrets e /etc/ppp/options.pptp quindi
utilizzare pptp <server ip>.
Per un collegamento wireless, utilizzare iwconfig per impostare i
parametri del collegamento, quindi, utilizzare ancora net-setup oppure
ifconfig, dhcpcd e/o route manualmente.
Se ci si trova dietro ad un proxy, bisogna impostare il sistema utilizzando
export http_proxy, ftp_proxy e RSYNC_PROXY.
Codice 2.3: Configurazione guidata della rete |
livecd root # net-setup eth0
|
In alternativa si può avviare la rete manualmente. Gli esempi seguenti assegnano
l'indirizzo IP 192.168.1.10 al PC e definiscono 192.168.1.1 come router e name
server (DNS).
Codice 2.4: Configurazione manuale della rete |
livecd root # ifconfig eth0 192.168.1.10/24
livecd root # route add default gw 192.168.1.1
livecd root # echo nameserver 192.168.1.1 > /etc/resolv.conf
|
Il CD di installazione permette di far partire un server sshd, aggiungere
ulteriori utenti, eseguire irssi (un client per chat a riga di comando) e
di navigare usando lynx o links.
Opzionale: connettersi al nuovo sistema tramite ssh
La funzionalità più interessante è sicuramente sshd. È possibile
avviarlo, connettersi da un'altra postazione e fare copia incolla dei comandi
da questa guida.
Codice 2.5: Avvio di sshd |
livecd root # time /etc/init.d/sshd start
* Generating hostkey ...
* starting sshd ... [ok]
real 0m13.688s
user 0m9.420s
sys 0m0.090s
|
A questo punto cambiare la password di root (amministratore) sulla macchina si
cui è in esecuzione il LiveCD in modo che da permettere la connessione da un
altro computer. Prestare attenzione al fatto che consentire a root di
connettersi tramite ssh non è consigliabile in circostanze normali. Se la
propria rete locale non è fidata, usare una password lunga e complicata, sarà
necessario usarla una volta sola in quanto sparirà al riavvio del sistema.
Codice 2.6: Cambiare la password di root |
livecd root # passwd
New UNIX password:
Retype new UNIX password:
passwd: password updated successfully
|
Ora sarà possibile far partire un terminale su un altro PC e connettersi al
nuovo sistema, tenendo la guida in un altra finestra e facendo copia e incolla
dei comandi.
Codice 2.7: Connettersi al nuovo sistema da un altro PC |
$ ssh root@192.168.1.10
The authenticity of host '192.168.1.10 (192.168.1.10)' can't be established.
RSA key fingerprint is 96:e7:2d:12:ac:9c:b0:94:90:9f:40:89:b0:45:26:8f.
Are you sure you want to continue connecting (yes/no)? yes
Warning: Permanently added '192.168.1.10' (RSA) to the list of known hosts.
Password:
|
Preparare i dischi
Caricare i moduli per il RAID software e LVM2.
Codice 2.8: Caricare i moduli RAID e LVM2 |
livecd ~ # modprobe raid0
livecd ~ # modprobe raid1
livecd ~ # modprobe dm-mod
|
Usare fdisk o cfdisk per creare il proprio schema di
partizionamento. I nomi dei dispositivi saranno probabilmente /dev/sda
e /dev/sdb se si usano dischi SATA o SCSI, mentre
/dev/hda e /dev/hdb per i dischi IDE. In questa
guida viene utilizzato il seguente schema:
|
/dev/sda |
/dev/sdb |
Tipo |
| /dev/md1 |
/boot |
/boot |
Raid-1 (mirroring) |
|
swap |
swap |
Partizioni normali |
| /dev/md3 |
/ |
/ |
Raid-1 (mirroring) |
| /dev/md4 |
Volumi LVM2 |
Raid-0 (striped) |
Importante:
La partizione di avvio non può essere in RAID striping. Quindi non si può usare
né raid-5 né raid-0.
|
Nota:
Se si vuole una maggiore stabilità, si può creare un raid-1 (oppure raid-5) pure
per le partizioni di swap, così che un guasto ad uno dei dischi non causi la
corruzione della partizione di swap e il conseguente crash delle applicazioni
che la stavano usando. D'altro canto, se si vogliono migliorare le performance,
è meglio usare partizioni di swap distinte, in quanto il kernel effettuerà
automaticamente lo striping.
|
Codice 2.9: Creare le partizioni |
livecd ~ # fdisk /dev/sda
livecd ~ # fdisk -l /dev/sda
Disk /dev/sda: 299.9 GB, 299989204992 bytes
255 heads, 63 sectors/track, 36471 cylinders
Units = cylinders of 16065 * 512 = 8225280 bytes
Device Boot Start End Blocks Id System
/dev/sda1 1 11 88326 fd Linux raid autodetect
/dev/sda2 12 61 401625 82 Linux swap / Solaris
/dev/sda3 62 311 2008125 fd Linux raid autodetect
/dev/sda4 312 36471 290455200 fd Linux raid autodetect
livecd ~ # fdisk /dev/sdb
|
Quindi creare i nodi RAID:
Codice 2.10: Creare i dispositivi e i nodi |
livecd ~ # mknod /dev/md1 b 9 1
livecd ~ # mknod /dev/md3 b 9 3
livecd ~ # mknod /dev/md4 b 9 4
livecd ~ # mdadm --create /dev/md1 --level=1 --raid-devices=2 /dev/sda1 /dev/sdb1
mdadm: array /dev/md1 started.
livecd ~ # mdadm --create /dev/md3 --level=1 --raid-devices=2 /dev/sda3 /dev/sdb3
mdadm: array /dev/md3 started.
livecd ~ # mdadm --create /dev/md4 --level=0 --raid-devices=2 /dev/sda4 /dev/sdb4
mdadm: array /dev/md4 started.
livecd ~ # cat /proc/mdstat
Personalities : [raid0] [raid1]
md4 : active raid0 sdb4[1] sda4[0]
581006592 blocks 64k chunks
md3 : active raid1 sdb3[1] sda3[0]
1959808 blocks [2/2] [UU]
md1 : active raid1 sdb1[1] sda1[0]
88256 blocks [2/2] [UU]
|
Creare quindi i volumi LVM2 in /dev/md4. Il seguente schema viene
utilizzato come esempio:
| Directory |
Dimensione |
Filesystem |
| /usr |
8 GB |
ext3 |
| /usr/portage |
2 GB |
ext2, dimensione dei blocchi ridotta, molti inode |
| /usr/portage/distfiles |
4 GB |
ext2, blocchi più grandi, pochi inode |
| /home |
10 GB |
ext3 |
| /opt |
4 GB |
ext3 |
| /var |
4 GB |
ext3 |
| /var/tmp |
6 GB |
ext2 |
| /tmp |
2 GB |
ext2 |
Codice 2.11: Creare i volumi LVM2 |
livecd ~ # vgscan
Reading all physical volumes. This may take a while...
No volume groups found
livecd ~ # vgchange -a y
No volume groups found
livecd ~ # pvcreate /dev/md4
Physical volume "/dev/md4" successfully created
livecd ~ # vgcreate vg /dev/md4
Volume group "vg" successfully created
livecd ~ # lvcreate -L8G -nusr vg
/dev/cdrom: open failed: Read-only file system
Logical volume "usr" created
livecd ~ # lvcreate -L2G -nportage vg
livecd ~ # lvcreate -L4G -ndistfiles vg
livecd ~ # lvcreate -L10G -nhome vg
livecd ~ # lvcreate -L4G -nopt vg
livecd ~ # lvcreate -L4G -nvar vg
livecd ~ # lvcreate -L6G -nvartmp vg
livecd ~ # lvcreate -L2G -ntmp vg
livecd ~ # vgs
VG #PV #LV #SN Attr VSize VFree
vg 1 8 0 wz--n 554.09G 514.09G
livecd ~ # lvs
LV VG Attr LSize Origin Snap% Move Copy%
distfiles vg -wi-a- 4.00G
home vg -wi-a- 10.00G
opt vg -wi-a- 4.00G
portage vg -wi-a- 2.00G
tmp vg -wi-a- 2.00G
usr vg -wi-a- 8.00G
var vg -wi-a- 4.00G
vartmp vg -wi-a- 6.00G
|
Usare mke2fs, mke2fs -j, mkreiserfs, mkfs.xfs e
mkfs.jfs per creare i filesystem. Per inizializzare la swap usare
mkswap e swapon.
Codice 2.12: Creare i filesystem e attivare la swap |
livecd ~ # mke2fs /dev/md1
livecd ~ # mke2fs -j /dev/md3
livecd ~ # mke2fs -b 4096 -T largefile /dev/vg/distfiles
livecd ~ # mke2fs -j /dev/vg/home
livecd ~ # mke2fs -j /dev/vg/opt
livecd ~ # mke2fs -b 1024 -N 200000 /dev/vg/portage
livecd ~ # mke2fs /dev/vg/tmp
livecd ~ # mke2fs -j /dev/vg/usr
livecd ~ # mke2fs -j /dev/vg/var
livecd ~ # mke2fs /dev/vg/vartmp
livecd ~ # mkswap /dev/sda2 && mkswap /dev/sdb2
livecd ~ # swapon -p 1 /dev/sda2 && swapon -p 1 /dev/sdb2
livecd ~ # swapon -v -s
Filename Type Size Used Priority
/dev/sda2 partition 401616 0 1
/dev/sdb2 partition 401616 0 1
|
Montare i nuovi filesystem in /mnt/gentoo. Creare le directory per
gli altri punti di mount e montare anche quest'ultimi.
Codice 2.13: Montare i filesystem |
livecd ~ # mount /dev/md3 /mnt/gentoo
livecd ~ # cd /mnt/gentoo
livecd gentoo # mkdir boot home usr opt var tmp
livecd gentoo # mount /dev/md1 /mnt/gentoo/boot
livecd gentoo # mount /dev/vg/usr /mnt/gentoo/usr
livecd gentoo # mount /dev/vg/home /mnt/gentoo/home
livecd gentoo # mount /dev/vg/opt /mnt/gentoo/opt
livecd gentoo # mount /dev/vg/tmp /mnt/gentoo/tmp
livecd gentoo # mount /dev/vg/var /mnt/gentoo/var
livecd gentoo # mkdir usr/portage var/tmp
livecd gentoo # mount /dev/vg/vartmp /mnt/gentoo/var/tmp
livecd gentoo # mount /dev/vg/portage /mnt/gentoo/usr/portage
livecd gentoo # mkdir usr/portage/distfiles
livecd gentoo # mount /dev/vg/distfiles /mnt/gentoo/usr/portage/distfiles
livecd gentoo # chmod 1777 /mnt/gentoo/tmp /mnt/gentoo/var/tmp
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Preparare lo Stage
Assicurarsi che la data sia settata correttamente utilizzando date
MMGGhhmmAAAA. Utilizzare il tempo UTC (ora di Greenwich, NdT).
Codice 2.14: Impostare la data e l'ora (UTC) |
livecd gentoo # date
Mon Mar 6 00:14:13 UTC 2006
livecd ~ # date 030600162006
Mon Mar 6 00:16:00 UTC 2006
|
Ora scaricare un pacchetto di stage da uno dei mirror. Spostarsi su /mnt/gentoo
ed estrarre il pacchetto con tar xjpf <pacchetto tar dello stage3>.
Codice 2.15: Scaricare un archivio dello stage3 |
livecd ~ # cd /mnt/gentoo
livecd gentoo # links http://www.gentoo.org/main/en/mirrors.xml
livecd ~ # cd /mnt/gentoo
livecd gentoo # wget ftp://gentoo.osuosl.org/pub/gentoo/releases/x86/2008.0_beta2/stage3-i686*tar.bz2
|
Codice 2.16: Estrarre l'archivio dello stage3 |
livecd gentoo # time tar xjpf stage3*
real 1m14.157s
user 1m2.920s
sys 0m7.530s
|
Installare l'ultimo snapshot del Portage. Procedere come per l'archivio
stage3: scegliere un mirror vicino dalla lista, scaricare lo snapshot più recente ed
estrarlo.
Codice 2.17: Scaricare lo snapshot di Portage più recente |
livecd gentoo # cd /mnt/gentoo/usr
livecd usr # links http://www.gentoo.org/main/en/mirrors.xml
livecd gentoo # cd /mnt/gentoo/usr
livecd usr # wget http://gentoo.osuosl.org/snapshots/portage-latest.tar.bz2
|
Codice 2.18: Estrarre lo snapshot di Portage |
livecd usr # time tar xjf portage*
real 0m40.523s
user 0m28.280s
sys 0m8.240s
|
Fare il chroot
Montare il filesystem /proc, sovrascrivere il file
/etc/resolv.conf, quindi effettuare il chroot nel nuovo ambiente
Gentoo.
Codice 2.19: Preparazione e chroot |
livecd usr # cd /
livecd / # mount -t proc proc /mnt/gentoo/proc
livecd / # cp -L /etc/resolv.conf /mnt/gentoo/etc/
livecd / # chroot /mnt/gentoo /bin/bash
livecd / # env-update && source /etc/profile
>>> Regenerating /etc/ld.so.cache...
|
Impostazione del fuso orario (timezone, NdT)
Impostare il fuso orario corretto su uno di quelli elencati in
/usr/share/zoneinfo/.
Codice 2.20: Impostare il fuso orario |
livecd / # ls /usr/share/zoneinfo
livecd / # cp /usr/share/zoneinfo/Europe/Rome /etc/localtime
livecd / # date
Wed Mar 8 00:46:05 CET 2006
|
Impostare i nomi dell'host e del dominio
Impostare il nome della postazione (host) in /etc/conf.d/hostname e
in /etc/hosts. Nell'esempio seguente, si usa miamacchina
come nome della postazione e da.me come nome di dominio. Si possono
modificare i file di configurazione con nano o con i seguenti comandi:
Codice 2.21: Cambiare i nomi dell'host e il nome di dominio |
livecd / # cd /etc
livecd etc # echo "127.0.0.1 miamacchina.da.me miamacchina localhost"> hosts
livecd etc # sed -i -e 's/HOSTNAME.*/HOSTNAME="miamacchina"/' conf.d/hostname
livecd etc # hostname miamacchina
livecd etc # hostname -f
miamacchina.da.me
|
Configurazione del Kernel
Installare i sorgenti del kernel (solitamente gentoo-sources),
configurarli, compilarli e copiare il file
arch/i386/boot/bzImage in /boot.
Codice 2.22: Installare i sorgenti del kernel, compilarli e installarli |
livecd etc # time emerge gentoo-sources
real 3m3.110s
user 1m2.320s
sys 0m34.990s
livecd etc # cd /usr/src/linux
livecd linux # make menuconfig
Multi-device support (RAID and LVM) --->
[*] Multiple devices driver support (RAID and LVM)
<*> RAID support
< > Linear (append) mode (NEW)
<*> RAID-0 (striping) mode
<*> RAID-1 (mirroring) mode
< > RAID-10 (mirrored striping) mode (EXPERIMENTAL) (NEW)
< > RAID-4/RAID-5 mode (NEW)
< > RAID-6 mode (NEW)
< > Multipath I/O support (NEW)
< > Faulty test module for MD (NEW)
<*> Device mapper support
< > Crypt target support (NEW)
< > Snapshot target (EXPERIMENTAL) (NEW)
< > Mirror target (EXPERIMENTAL) (NEW)
< > Zero target (EXPERIMENTAL) (NEW)
< > Multipath target (EXPERIMENTAL) (NEW)
< > Bad Block Relocation Device Target (EXPERIMENTAL) (NEW)
livecd linux # time make -j2
real 5m5.869s
user 4m32.320s
sys 0m32.930s
livecd linux # make modules_install
livecd linux # cp arch/i386/boot/bzImage /boot/kernel
|
Configurazione del sistema
Modificare il file /etc/fstab e sostituire BOOT, ROOT
e SWAP con i nomi reali delle partizioni. E' importante verificare che i
filesystem corrispondano alla propria installazione.
Codice 2.23: fstab di esempio |
livecd linux # cd /etc
livecd etc # nano -w fstab
/dev/md1 /boot ext2 noauto,noatime 1 2
/dev/md3 / ext3 noatime 0 1
/dev/sda2 none swap sw,pri=1 0 0
/dev/sdb2 none swap sw,pri=1 0 0
/dev/vg/usr /usr ext3 noatime 1 2
/dev/vg/portage /usr/portage ext2 noatime 1 2
/dev/vg/distfiles /usr/portage/distfiles ext2 noatime 1 2
/dev/vg/home /home ext3 noatime 1 2
/dev/vg/opt /opt ext3 noatime 1 2
/dev/vg/tmp /tmp ext2 noatime 1 2
/dev/vg/var /var ext3 noatime 1 2
/dev/vg/vartmp /var/tmp ext2 noatime 1 2
|
Configurare la rete in /etc/conf.d/net. Aggiungere lo script
net.eth0 al run level default (predefinito). Se si dispone di più
interfacce di rete, creare dei link simbolici a net.eth0 e aggiungerli al
run level default. Modificare il file /etc/conf.d/net con
nano o tramite i seguenti comandi:
Codice 2.24: Configurazione della rete |
livecd etc # cd conf.d
livecd conf.d # echo 'config_eth0=( "192.168.1.10/24" )' >> net
livecd conf.d # echo 'routes_eth0=( "default via 192.168.1.1" )' >> net
livecd conf.d # rc-update add net.eth0 default
livecd conf.d # echo r8169 >> /etc/modules.autoload.d/kernel-2.6
livecd conf.d # rc-update add sshd default
|
Nota:
Emergere pcmciautils se si usano dispositivi PCMCIA.
|
Impostare la password di root con passwd.
Codice 2.25: Impostare la password di root |
livecd conf.d # passwd
New UNIX password:
Retype new UNIX password:
passwd: password updated successfully
|
Modificare il file /etc/conf.d/clock per impostare il fuso orario
definito in precedenza.
Codice 2.26: Modificare /etc/conf.d/clock |
livecd conf.d # nano -w /etc/conf.d/clock
TIMEZONE="Europe/Rome"
|
Controllare la configurazione del sistema in /etc/rc.conf,
/etc/conf.d/rc, /etc/conf.d/keymaps, e modificarli in
caso di necessità.
Codice 2.27: Opzionale: modificare alcuni file di configurazione |
livecd conf.d # nano -w /etc/rc.conf
livecd conf.d # nano -w /etc/conf.d/rc
livecd conf.d # nano -w /etc/conf.d/keymaps
|
Installazione degli strumenti di sistema
Installare le utilità per RAID e LVM2.
Codice 2.28: Installare i programmi per RAID & LVM2 |
livecd conf.d # emerge mdadm lvm2
|
Installare un logger di sistema (programma che gestisce i messaggi di sistema,
NdT) come syslog-ng e un demone di cron (programma che esegue istruzioni
pianificate in precedenza, NdT) come vixie-cron, e aggiungerli al run
level default.
Nota:
I demoni di cron dipendono da un MTA (mail transport agent, programma usato dal
sistema per inviare mail, NdT). mail-mta/ssmtp viene proposto da emerge
come dipendenza. Se si vuole usare un MTA più evoluto, converrebbe installarlo
adesso. Se si è di fretta, lasciare che venga installato ssmtp e rimuoverlo in
seguito, dopo aver installato l'MTA preferito.
|
Codice 2.29: Installare un logger di sistema e un demone cron |
livecd conf.d # time emerge syslog-ng vixie-cron
real 1m52.699s
user 1m1.630s
sys 0m35.220s
livecd conf.d # rc-update add syslog-ng default
livecd conf.d # rc-update add vixie-cron default
|
Installare gli strumenti di sistema (xfsprogs, reiserfsprogs o
jfsutils) e quelli di rete (dhcpcd or ppp), se necessario.
Codice 2.30: Installare ulteriori strumenti di sistema se richiesto |
livecd conf.d # emerge xfsprogs
livecd conf.d # emerge jfsutils
livecd conf.d # emerge reiserfsprogs
livecd conf.d # emerge dhcpcd
livecd conf.d # emerge ppp
|
Configurazione del bootloader
Emergere grub e configurarlo.
Codice 2.31: Emergere grub e modificarne i file di configurazione |
livecd conf.d # time emerge grub
real 1m8.634s
user 0m39.460s
sys 0m15.280s
livecd conf.d # nano -w /boot/grub/grub.conf
|
Codice 2.32: Esempio di grub.conf |
default 0
timeout 10
title Gentoo
root (hd0,0)
kernel /boot/kernel root=/dev/md3
|
Codice 2.33: Installare grub su entrambi i dischi |
livecd conf.d # grub
Probing devices to guess BIOS drives. This may take a long time.
grub> root (hd0,0)
Filesystem type is ext2fs, partition type 0xfd
grub> setup (hd0)
Checking if "/boot/grub/stage1" exists... yes
Checking if "/boot/grub/stage2" exists... yes
Checking if "/boot/grub/e2fs_stage1_5" exists... yes
Running "embed /boot/grub/e2fs_stage1_5 (hd0)"... 16 sectors are embedded.
succeeded
Running "install /boot/grub/stage1 (hd0) (hd0)1+16 p (hd0,0)/boot/grub/stage2 /boot/
grub/menu.lst"... succeeded
Done.
grub> root (hd1,0)
Filesystem type is ext2fs, partition type 0xfd
grub> setup (hd1)
grub> quit
|
Riavvio
Uscire dall'ambiente in chroot, smontare tutti i filesystem e riavviare:
Codice 2.34: Riavvio |
livecd conf.d # exit
livecd / # umount /mnt/gentoo/usr/portage/distfiles /mnt/gentoo/usr/portage /mnt/gentoo/usr
livecd / # umount /mnt/gentoo/var/tmp /mnt/gentoo/tmp /mnt/gentoo/var /mnt/gentoo/opt
livecd / # umount /mnt/gentoo/proc /mnt/gentoo/home /mnt/gentoo/boot /mnt/gentoo
livecd / # reboot
|
Completare l'installazione
Nota:
Il tempo totale trascorso fra la comparsa del prompt di avvio sul minimal
CD e la comparsa del prompt di login dopo il riavvio è stato di 00:42:31
sulla macchina di test. Meno di un'ora! Si noti che questo tempo include quello
necessario a scaricare i pacchetti dello stage3, dello snapshot Portage e
diversi altri pacchetti e il tempo speso per configurare il kernel.
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Fare il login come root, quindi aggiungere uno o più utenti per l'uso
quotidiano con useradd.
Codice 2.35: Collegarsi al nuovo sistema da un altro PC |
$ nano -w ~/.ssh/known_hosts
$ ssh root@192.168.1.10
The authenticity of host '192.168.1.10 (192.168.1.10)' can't be established.
RSA key fingerprint is 96:e7:2d:12:ac:9c:b0:94:90:9f:40:89:b0:45:26:8f.
Are you sure you want to continue connecting (yes/no)? yes
Warning: Permanently added '192.168.1.10' (RSA) to the list of known hosts.
Password:
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Codice 2.36: Aggiungere un nuovo utente |
miamacchina ~ # adduser -g users -G lp,wheel,audio,cdrom,portage,cron -m giovanni
miamacchina ~ # passwd giovanni
New UNIX password:
Retype new UNIX password:
passwd: password updated successfully
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Ultimi ritocchi di configurazione
Cominciare scegliendo i mirror più vicini o definendo le variabili SYNC
e GENTOO_MIRRORS in /etc/make.conf o usando
mirrorselect. A questo punto si può impostare il numero di processi di
compilazione contemporanei.
Codice 2.37: Usare mirrorselect e usare MAKEOPTS |
miamacchina ~ # emerge mirrorselect
miamacchina ~ # mirrorselect -i -o >> /etc/make.conf
miamacchina ~ # mirrorselect -i -r -o >> /etc/make.conf
miamacchina ~ # echo 'MAKEOPTS="-j2"' >> /etc/make.conf
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Ora è opportuno abilitare e/o disabilitare alcune flag USE. Usare emerge -vpe
world per avere la lista di tutti i pacchetti installati e le loro USE flag
abilitate e/o disabilitate. Modificare /etc/make.conf o usare il
seguente comando per definire la variabile USE:
Codice 2.38: Visualizzare le flag USE in uso e abilitarne o disabilitarne alcune |
miamacchina ~ # emerge -vpe world
miamacchina ~ # echo 'USE="nptl nptlonly -ipv6 -fortran unicode"' >> /etc/make.conf
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Le versioni più recenti di glibc usano /etc/locale.gen per definire
le impostazioni dei locale.
Codice 2.39: Definire i locale |
miamacchina ~ # cd /etc
miamacchina etc # nano -w locale.gen
miamacchina etc # locale-gen
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Per ultimo, ma non meno importante, si può voler modificare la variabile
CFLAGS nel file /etc/make.conf per ottimizzare il codice
alle proprie necessità. Notare che l'uso di una lunga lista di opzioni è
raramente necessario e può portare a rendere il sistema non funzionante. Si
raccomanda di specificare il tipo di processore con l'opzione march e
attenersi a -O2 -pipe.
Si potrebbe voler anche provare a usare ~x86. Lo si dovrebbe fare solo se
si è in grado di gestire ebuild o pacchetti malfunzionanti. Se si preferisce
avere un sistema stabile, non utilizzare la variabile ACCEPT_KEYWORDS.
È una buona idea usare anche FEATURES="ccache".
Codice 2.40: Ultime modifiche a make.conf |
miamacchina etc # nano -w make.conf
CFLAGS="-O2 -march=athlon-xp -pipe"
FEATURES="ccache"
ACCEPT_KEYWORDS="~x86"
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Si potrebbe voler ricompilare l'intero sistema due volte per implementare
completamente gli ultimi cambiamenti alla configurazione. Ciò richiederebbe
molto tempo per essere completato e porterebbe vantaggi in velocità minimi.
Si raccomanda di lasciare che il sistema si ottimizzi gradualmente man mano che
nuove versioni dei pacchetti vengono rilasciati. D'altra parte, la
ricompilazione completa aiuta a mantenere la coerenza interna del sistema.
Consultare Guida all'aggiornamento di GCC
per Gentoo Linux per informazioni sui benefici ottenibili con la
ricompilazione completa di system e world.
Ricompilare solo i pacchetti che sono già stati aggiornati dal rilascio o che
sono influenzati da nuove flag USE richiederà abbastanza tempo. Si può voler
anche rimuovere i pacchetti che bloccano l'aggiornamento. Cercare "[blocks
B ]" nell'output emerge -vpuD --newuse world e usare
emerge -C per rimuoverli.
Codice 2.41: Aggiornare i pacchetti |
miamacchina etc # emerge ccache
miamacchina etc # emerge -vpuD --newuse world
miamacchina etc # time emerge -vuD --newuse world
real 180m13.276s
user 121m22.905s
sys 36m31.472s
miamacchina etc # emerge --oneshot libtool
miamacchina etc # dispatch-conf
miamacchina etc # time perl-cleaner all
real 1m6.495s
user 0m42.699s
sys 0m10.641s
miamacchina etc # python-updater
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Cosa fare dopo
A seconda di cosa si vuole fare con il nuovo sistema Gentoo, probabilmente si
vorranno installare applicazioni per un server o per un sistema desktop. A
titolo di esempio, i comandi emerge gnome e emerge kde sono stati
cronometrati nel sistema ~x86 installati come descritto. Entrambi sono stati
installati a partire dallo stesso punto.
Si consiglia di consultare la lista della
documentazione per scoprire come installare e configurare le applicazioni
di propria scelta.
Importante:
Il seguente è solo un esempio. In nessun modo va considerato come una
raccomandazione.
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Codice 2.42: Emerge di GNOME |
miamacchina etc # emerge -vp gnome
miamacchina etc # nano -w /etc/make.conf
USE="nptl nptlonly -ipv6 -fortran unicode svg hal dbus \
-kde -qt3 -qt4 -arts -eds -esd gnome gstreamer gtk firefox"
miamacchina etc # time emerge gnome
real 520m44.532s
user 339m21.144s
sys 146m22.337s
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Codice 2.43: Emerge di KDE |
miamacchina etc # emerge -vp kde-meta
miamacchina etc # nano -w /etc/make.conf
USE="nptl nptlonly -ipv6 -fortran unicode svg hal dbus \
kde qt3 qt4 -arts -eds -esd -gnome -gstreamer -gtk -firefox"
miamacchina etc # time emerge kde-meta
real 1171m25.318s
user 851m26.393s
sys 281m45.629s
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