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5. Copia dei file di installazione di Gentoo
Indice:
5.a. Installazione di uno stage
Impostare la data e l'ora
Prima di continuare è necessario controllare la data e l'ora ed aggiornarle. Un
orologio impostato male può portare problemi in futuro.
Per visualizzare l'ora e la data attuali eseguire date:
Codice 1.1: Verificare la data e l'ora |
# date
Fri Oct 29 16:21:18 CEST 2004
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Se la data o l'ora fossero errate, è possibile aggiornarle utilizzando il comando
date MMDDhhmmCCYY ( dove M è il mese, D è il giorno, h l'ora, m il monuto, C il secolo e
Y l'anno). Ad esempio per impostare la data all'29 Ottobre 2004 e l'ora alle 16:21:
Codice 1.2: Impostare data e ora |
# date 102916212004
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Individuare lo stage3
Se si è configurata la rete perchè si deve scaricare uno stage3 per la propria architettura, continuare con Alternativa: Scaricare uno stage3 da Internet. Se non si ha bisogno di scaricarlo, leggere Default: Usare uno stage3 dal LiveCD.
5.b. Default: Usare uno stage3 dal LiveCD
Estrazione delo stage
Gli stage sul CD risiedono nella directory /mnt/cdrom/stages. Per vedere un elenco degli stage disponibili, usare ls:
Codice 2.1: Elenco di tutti gli stage disponibili |
# ls /mnt/cdrom/stages
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Se il sistema risponde con un errore, si dovrebbe montare il CD-ROM prima:
Codice 2.2: Montare il CD-ROM |
# ls /mnt/cdrom/stages
ls: /mnt/cdrom/stages: No such file or directory
# mount /dev/cdroms/cdrom0 /mnt/cdrom
# ls /mnt/cdrom/stages
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Andare ora sul punto di mount di Gentoo (di solito /mnt/gentoo):
Codice 2.3: Cambiamento della directory a /mnt/gentoo |
# cd /mnt/gentoo
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Estrarre ora lo stage scelto. E' possibile farlo con il tool GNU tar. Assicurarsi di usare le stesse opzioni (-xvjpf)! Nel prossimo esempio, si estrae lo stage stage3-<subarch>-2004.3.tar.bz2. Assicurarsi ancora di sostituire il nome del file del tarball con quello scelto.
Codice 2.4: Estrarre lo stage |
# tar -xvjpf /mnt/cdrom/stages/stage3-<subarch>-2004.3.tar.bz2
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Ora si è pronti per procedere con la prossima sezione riguardante come Installare Portage.
5.c. Alternativa: Scaricare uno stage3 da Internet
Scaricare lo stage
Andare al punto sul quale si è montato il filesystem (molto probabilmente /mnt/gentoo):
Codice 3.1: Andare al mountpoint di Gentoo |
# cd /mnt/gentoo
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Secondo la modalità di installazione, sono disponibili un paio di tool per scaricare lo stage. Se si ha links2, allora si può visitare immediatamente la lista dei mirror di Gentoo e scegliere un mirror vicino.
Se non si dispone di links2, si dovrebbe poter almeno contare su lynx. Se è necessario un proxy, esportare le variabili http_proxy e ftp_proxy:
Codice 3.2: Impostare i proxy per lynx |
# export http_proxy="http://proxy.server.com:port"
# export ftp_proxy="http://proxy.server.com:port"
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D'ora in poi si suppone che l'utente utilizzi links2.
Selezionare la directory releases/, seguita dall'architettura (per esempio x86/), dalla versione di Gentoo (2004.3/), e infine la directory stages/. Si dovrebbero vedere tutti gli stage disponibili per l'architettura, eventualmente suddivisi in sottodirectory a seconda della sottoarchitettura. Selezionarne uno e premere D per scaricarlo. Quando si è finito, premere Q per chiudere il browser.
Codice 3.3: Cercare i mirror con links2 |
# links2 http://www.gentoo.org/main/en/mirrors.xml
# links2 -http-proxy proxy.server.com:8080 http://www.gentoo.org/main/en/mirrors.xml
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Se si desidera controllare l'integrità dello stage scaricato, usare md5sum e confrontare l'output con il checksum MD5 fornito sul mirror. Ad esempio per controllare la validit di un pacchetto x86:
Codice 3.4: Controllare l'integrità di un tarball dello stage |
# md5sum -c stage1-x86-2004.3.tar.bz2.md5
stage1-x86-2004.3.tar.bz2: OK
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Estrazione dello stage
Decomprimere ora lo stage nel sistema. Utilizzare l'utility tar di GNU per procedere poichè è il metodo più facile:
Codice 3.5: Estrazione dello stage |
# tar -xvjpf stage?-*.tar.bz2
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Assicurarsi di usare le stesse opzioni (-xvjpf). La x sta per Estrarre, la v per Verbose (opzionale), la j per Decomprimere con bzip2, la p per Conservare i permessi e la f per denotare che si vuole estrarre un file, non un input standard.
Ora si è pronti per procedere con la prossima sezione riguardante come Installare Portage.
5.d. Installazione di Portage
Estrarre lo snapshot di Portage
Ora è necessario procedere all'installazione dello snapshot di Portage: si tratta di un archivio
che contiene tutti i software che è possibile installare con le relative informazioni.
Estrarre lo snapshot dal LiveCD
Per installare lo snapshot, guardare in /mnt/cdrom/snapshots/ per vedere quale snapshot è disponibile:
Codice 4.1: Posizionarsi sul punto di mount |
# cd /mnt/gentoo
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Codice 4.2: Controllare /mnt/cdrom/snapshot |
# ls /mnt/cdrom/snapshots
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Estrarre lo snapshot con il seguente comando. Assicurarsi di usare le stesse opzioni con tar. La -C è maiuscola. Nel prossimo esempio si usa portage-20041022.tar.bz2 come filename dello snapshot. Sostituire lo snapshot con quello che è sul proprio LiveCD.
Codice 4.3: Estrazione dello snapshot di Portage |
# tar -xvjf /mnt/cdrom/snapshots/portage-20041022.tar.bz2 -C /mnt/gentoo/usr
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Copiare gli archivi di codice sorgente
Si deve copiare tutto il codice sorgente dal LiveCD Universale.
Codice 4.4: Copiare il codice sorgente |
# mkdir /mnt/gentoo/usr/portage/distfiles
# cp /mnt/cdrom/distfiles/* /mnt/gentoo/usr/portage/distfiles/
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5.e. Configurare le opzioni di compilazione
Introduzione
Per ottimizzare Gentoo, si possono impostare alcune variabili che hanno effetto sul comportamento di Portage. Tutte queste variabili possono essere impostate come variabili di ambiente (usando export), ma non in modo permanente. Per mantenere le impostazioni, Portage fornisce il file di configurazione /etc/make.conf. E' il file da modificare adesso.
Nota:
Un elenco commentato di tutte le variabili possibili si trova in /mnt/gentoo/etc/make.conf.example. Ma per una installazione di Gentoo è soltanto necessario impostare le variabili che sono menzionate sotto.
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Si prenda il proprio editor preferito (in questa guida si usa nano) per poter cambiare le variabili di ottimizzazione che di cui si sta trattando.
Codice 5.1: Aprire /etc/make.conf |
# nano -w /mnt/gentoo/etc/make.conf
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Come è evidente, il file make.conf.example è strutturato in modo molto semplice: le righe commentate iniziano con "#", le altre righe definiscono le variabili, usando la sintassi VARIABILE="valore". Molte di queste variabili vengono trattate in seguito.
Avvertenza:
Non fare nessuna modifica alla variabile USE se si sta facendo una installazione con stage3 con GRP. Si può cambiare la variabile USE dopo aver installato il pacchetto che si desidera.
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CHOST
Avvertenza:
Anche se potrebbe essere interessante, gli utenti che non hanno scelto lo stage1, non devono cambiare le impostazioni CHOST in make.conf. Facendolo si può rendere il sistema inutilizzabile. Di nuovo: cambiare questa variabile esclusivamente se si sta utilizzando l'installazione con lo stage1.
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La variabile CHOST definisce per quale architettura gcc deve compilare i programmi. Le possibilità sono:
| Architettura |
Sottoarchitettura |
Impostazione CHOST |
| x86 |
i386 |
i386-pc-linux-gnu |
| x86 |
i486 |
i486-pc-linux-gnu |
| x86 |
i586 |
i586-pc-linux-gnu |
| x86 |
i686 e superiore (anche athlon) |
i686-pc-linux-gnu |
| alpha |
|
alpha-unknown-linux-gnu |
| ppc |
|
powerpc-unknown-linux-gnu |
| ppc64 |
|
powerpc64-unknown-linux-gnu |
| sparc |
|
sparc-unknown-linux-gnu |
| sparc64 |
|
sparc-unknown-linux-gnu |
| hppa |
(generica) |
hppa-unknown-linux-gnu |
| hppa |
pa7000 |
hppa1.1-unknown-linux-gnu |
| hppa |
pa8000 e superiore |
hppa2.0-unknown-linux-gnu |
| mips |
|
mips-unknown-linux-gnu |
| amd64 |
|
x86_64-pc-linux-gnu |
E' importante assicurarsi di utilizzare l'impostazione di CHOST corretta CHOST setting.
Ad esempio l'impostazione CHOST per sparc64 è sparc-unknown-linux-gnu e
non sparc64-unknown-linux-gnu!
CFLAGS e CXXFLAGS
Le variabili CFLAGS e CXXFLAGS definiscono le opzioni di ottimizzazione per i compilatori C e C++ rispettivamente di gcc. Anche se qui vengono definite in generale, le massime performance si ottengono quando si impostano le variabili per ogni programma separatamente perchè ogni programma è differente.
In make.conf si dovrebbero definire le impostazioni di ottimizzazione che si ritiene possano rendere il sistema più reattivo in generale. Non mettere impostazioni sperimentali in questa variabile; troppa ottimizzazione può far funzionare male i programmi (crash, o peggio ancora, malfunzionamento).
Non vengono spiegate tutte le possibili opzioni di ottimizzazione. Chi volesse conoscerle, legga il Manuale Online GNU o la pagina di informazioni gcc (info gcc -- funziona solo su un sistema Linux). Lo stesso file make.conf.example contiene molti esempi e informazioni da consultare.
Una prima impostazione è la flag -march=, che specifica il nome dell'architettura. Le possibili opzioni sono descritte nel file make.conf.example (come commenti). Per esempio, per l'architettura x86 Athlon XP:
Codice 5.2: Impostazione della flag march di GCC |
-march=athlon-xp
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Una seconda impostazione è la flag -O (o maiuscola, non zero), che specifica la classe di ottimizzazione di gcc. Possibili classi sono s (per ottimizzazioni di formato), O (per nessuna ottimizzazione), 1, 2 o 3 per più ottimizzazioni di velocità (ogni classe ha le stesse flag di quella precedente, più alcuni extra). Per esempio, per una ottimizzazione di classe 2:
Codice 5.3: L'impostazione O di GCC |
-O2
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Altre flag di ottimizzazione molto usate sono -pipe (si usa pipe piuttosto che i file temporanei, per la comunicazione tra i vari stage di compilazione).
L'utilizzo di -fomit-frame-pointer (che non tiene il puntatore al frame per funzioni che non ne hanno bisogno) potrebbe avere serie ripercussioni nel caso sia necessario effettuare il debug dell'applicazione.
Quando si definiscono CFLAGS e CXXFLAGS, si dovrebbero mettere insieme molte flag di ottimizzazione, come nel seguente esempio:
Codice 5.4: Definizione delle variabili CFLAGS e CXXFLAGS |
CFLAGS="-march=athlon-xp -pipe -O2"
CXXFLAGS="${CFLAGS}"
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MAKEOPTS
Con MAKEOPTS si definisce quante compilazioni parallele sono possibili quando si installa un pacchetto. Il numero suggerito è il numero di CPU più uno, ma non è detto che sia l'impostazione migliore.
Codice 5.5: MAKEOPTS per un normale sistema con 1-CPU |
MAKEOPTS="-j2"
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Pronti
Aggiornare /mnt/gentoo/etc/make.conf in base alle proprie preferenze, e salvarlo. Si è ora pronti per continuare con l'Effettuare il chroot in un sistema base Gentoo.
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