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1.
Introduzione ai dispositivi a blocchi
Dispositivi a blocchi
Si dà ora un'occhiata approfondita agli aspetti relativi ai dischi in Gentoo
Linux e in Linux in generale, tra cui i filesystem Linux, le partizioni e i
dispositivi a blocchi. Quindi, una volta acquisita familiarità con i dischi e i
filesystem, si viene guidati attraverso il processo di configurazione delle
partizioni e dei filesystem per l'installazione di Gentoo Linux.
Per cominciare, si introducono i dispositivi a blocchi. Il dispositivo a
blocchi più famoso è probabilmente quello che rappresenta la prima unità IDE in
un sistema Linux, /dev/sda. I dischi SCSI e Serial ATA vengono
entrambi etichettati come /dev/sd*; anche i dischi IDE sono
etichettati come /dev/sd* con il nuovo framework libata nel kernel.
Se si sta usando un vecchio framework per le periferiche, allora il primo disco
IDE sarà /dev/hda.
I dispositivi a blocchi rappresentano un'interfaccia astratta ai dischi.
I programmi utente possono usare questi dispositivi a blocchi per interagire
con i dischi, senza doversi chiedere se si tratta di unità IDE, SCSI o di
qualsiasi altro tipo. Il programma può semplicemente indirizzare la
memorizzazione su disco attraverso dei blocchi contigui, accessibili in
modalità casuale, e di dimensione pari a 512 byte ciascuno.
Partizioni e slices
Sebbene in linea teorica sia possibile usare un intero disco per il sistema
Linux, in pratica ciò non viene quasi mai fatto. Invece, i dispositivi a blocchi
del disco sono divisi in parti più piccole e più maneggevoli. Sulla maggior
parte dei sistemi, queste sono chiamate partizioni. Altre architetture,
usano una tecnica simile, chiamandole slices.
1.
Impostare uno schema di partizionamento
Schema di partizionamento di default
Se non si è interessati a elaborare uno schema di partizionamento per il
sistema, si può usare quello di questo Manuale:
| Partizione |
Filesystem |
Grandezza |
Descrizione |
| /dev/sda1 |
Partition map |
31.5k |
Partition map |
| /dev/sda2 |
(bootstrap) |
800k |
Apple_Bootstrap |
| /dev/sda3 |
(swap) |
512M |
Partizione swap |
| /dev/sda4 |
ext3 o ext4 |
Resto dello spazio su disco |
Partizione root |
Nota:
Ci sono partizioni come: Apple_Driver43,
Apple_Driver_ATA, Apple_FWDriver,
Apple_Driver_IOKit, Apple_Patches, che si possono
cancellare se non si desidera utilizzare MacOS 9, perchè MacOS e Linux non ne
hanno bisogno. Si deve usare parted per eliminarle, poichè mac-fdisk ancora non
può farlo.
|
Se si è interessati ad avere informazioni su quanto dovrebbe essere grande una
partizione, o anche su quante partizioni si ha bisogno, seguono alcuni
suggerimenti. Altrimenti continuare con Apple G5: Usare
mac-fdisk per partizionare il disco o IBM pSeries:
Usare fdisk per partizionare il disco
Numero e dimensione delle partizioni
Il numero delle partizioni dipende fortemente dal proprio ambiente. Per esempio,
se si hanno molti utenti su una stessa macchina, molto probabilmente si desidera
tenere separate le directory /home, aumentando così la sicurezza e
rendendo più facile il backup. Se si sta installando Gentoo per utilizzarlo come
mailserver, /var dovrebbe essere separata poichè tutta la posta
viene memorizzata in essa. Una buona scelta del filesystem è quella che
massimizza le prestazioni. I gameserver è bene che abbiano una partizione
separata per /opt, visto che la maggior parte dei server di gioco
sono installati li. La stessa cosa vale per /home: sicurezza e
backup. Si dovrebbe tenere una grande /usr: questa contiene non
solo la maggior parte delle applicazioni, il solo Portage tree occupa 500 MB di
spazio, esclusi i sorgenti che sono in esso.
Come si è visto, molto dipende da cosa si desidera realizzare. Partizioni o
volumi separati hanno i seguenti vantaggi:
-
Si può scegliere il filesystem con maggiori prestazioni per ogni partizione
o volume
-
L'intero sistema non può esaurire lo spazio libero se uno strumento
malfunzionante scrive all'infinito su una partizione od un volume
-
Nel caso si rendano necessari, i controlli sul filesystem sono ridotti,
poichè possono essere condotti in parallelo diverse analisi (questo
vantaggio è più per i dischi multipli che per le partizioni multiple)
-
La sicurezza può essere aumentata montando alcune partizioni o volumi in
sola lettura, nosuid (i bit setuid vengono ignorati), noexec (i bit
executable sono ignorati) etc.
Anche le partizioni multiple hanno però degli svantaggi: se non sono configurate
correttamente, si potrebbe avere un sistema con moltissimo spazio libero in una
partizione e niente più spazio in un'altra. Un altro inconveniente è che
partizioni separate - specialmente per punti di montaggio importanti come
/usr o /var - spesso richiedo all'amministratore di
avviare il sistema con un initramfs per montare le partizioni stesse prima che
altri script di avvio siano eseguiti. Tuttavia questo non accade sempre, perciò
il risultato può essere vario.
C'è inoltre un un limite di 15 partizioni per SCSI e SATA.
1.
Predefinito: Usare mac-fdisk (Apple G5) per partizionare il disco
Si creano le partizioni con mac-fdisk:
Codice 1.1: Eseguire mac-fdisk |
# mac-fdisk /dev/sda
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Per prima cosa cancellare le partizioni precedentemente eliminate per poter
inserire le partizioni Linux. Usare d in mac-fdisk per eliminare
queste partizioni. Verrà chiesto il numero della partizione da eliminare.
Creare una partizione Apple_Bootstrap con b. Verrà chiesto da
quale blocco si vuole partire. Dare il numero della prima partizione libera,
seguito da p. Per esempio 2p.
Nota:
Questa partizione non è quella "boot". Non è usata da Linux, non si deve
mettere nessun filesystem su essa e non si dovrebbe neanche montare. Gli utenti
PPC non hanno bisogno di una partizione /boot.
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Creare una partizione swap digitando c. Verrà chiesto da quale blocco si
vuole far partire questa partizione, e si digiti 3p. Quando verrà chiesta
la grandezza, si digiti 512M (o qualsiasi altra grandezza si desidera), e
quando verrà chiesto il nome scrivere swap (obbligatorio).
Per creare la partizione root, premere c seguito da 4p, 4 è il
blocco di inizio della partizione. Quando verrà chiesta la grandezza premere di
nuovo 4p, mac-fdisk lo interpreterà come "Usare tutto lo spazio
disponibile". Quando verrà chiesto il nome digitare root (obbligatorio).
Per finire si devono memorizzare le partizioni sul disco con w ed uscire
da mac-fdisk premendo q.
Nota:
Per assicurarsi che tutto è andato bene, si dovrebbe rieseguire mac-fdisk e
controllare se ci sono le partizioni. Se non ci sono o se non si vedono i
cambiamenti, si dovrebbe reinizializzare le partizioni premendo i in
mac-fdisk. Questo ricreerà la mappa delle partizioni e rimuoverà quelle
precedenti.
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Ora che le partizioni sono create, si può continuare con la sezione riguardante
come Creare i filesystem.
1.
IBM pSeries, iSeries e OpenPower: Usare fdisk per partizionare il
disco
Nota:
Se si vuole usare un disk array RAID per la installazione di Gentoo e si sta
usando un hardware POWER5, si dovrebbe eseguire iprconfig per disporre
i dischi al formato Advanced Function e creare disk array. Si dovrebbe emergere
iprutils dopo che la installazione è completata.
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Se si ha un adattatore SCSI ipr, si dovrebbe avviare le utility ipr ora.
Codice 1.1: Avviare le utility ipr |
# /etc/init.d/iprinit start
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La parte seguente spiega come creare lo schema di partizione di esempio
descritto precedentemente:
| Partizione |
Descrizione |
| /dev/sda1 |
Partizione PPC PReP Boot |
| /dev/sda2 |
Partizione swap |
| /dev/sda3 |
Partizione root |
Cambiare le partizioni in base alle proprie impostazioni.
Vedere la disposizione delle partizioni
fdisk è uno strumento popolare e potente per dividere il disco in
partizioni. Eseguire fdisk per il proprio disco (nell'esempio si usa
/dev/sda):
Codice 1.1: Eseguire fdisk |
# fdisk /dev/sda
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Si visualizzerà un prompt come questo:
Codice 1.1: Prompt di fdisk |
Command (m for help):
|
Se si ha ancora un layout di partizione AIX sul sistema, si ottiene il seguente
messaggio di errore:
Codice 1.1: Messaggio di errore di fdisk |
There is a valid AIX label on this disk.
Unfortunately Linux cannot handle these
disks at the moment. Nevertheless some
advice:
1. fdisk will destroy its contents on write.
2. Be sure that this disk is NOT a still vital
part of a volume group. (Otherwise you may
erase the other disks as well, if unmirrored.)
3. Before deleting this physical volume be sure
to remove the disk logically from your AIX
machine. (Otherwise you become an AIXpert).
Command (m for help):
|
Non ci si deve preoccupare! Si può creare una nuova tabella di partizione DOS
vuota digitando o.
Avvertenza:
Questo distrugge ogni versione AIX installata!
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Digitare p per visualizzare le attuali partizioni presenti sul disco:
Codice 1.1: Un esempio di partizionamento |
Command (m for help): p
Disk /dev/sda: 30.7 GB, 30750031872 bytes
141 heads, 63 sectors/track, 6761 cylinders
Units = cylinders of 8883 * 512 = 4548096 bytes
Device Boot Start End Blocks Id System
/dev/sda1 1 12 53266+ 83 Linux
/dev/sda2 13 233 981571+ 82 Linux swap
/dev/sda3 234 674 1958701+ 83 Linux
/dev/sda4 675 6761 27035410+ 5 Extended
/dev/sda5 675 2874 9771268+ 83 Linux
/dev/sda6 2875 2919 199836 83 Linux
/dev/sda7 2920 3008 395262 83 Linux
/dev/sda8 3009 6761 16668918 83 Linux
Command (m for help):
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Questo disco è configurato per avere sei filesystem Linux (chiamati "Linux"
nelle corrispondenti partizioni) e una partizione swap (chiamata "Linux swap").
Rimuovere tutte le partizioni
Si procede ora alla rimozione dal disco di tutte le partizioni esistenti.
Digitare d per eliminare una partizione. Per esempio, per eliminare
/dev/sda1:
Nota:
Se non si desidera eliminare tutte le partizioni, eliminare solo alcune di esse.
E' raccomandato fare un backup dei dati per evitare la loro perdita.
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Codice 1.1: Eliminare una partizione |
Command (m for help): d
Partition number (1-4): 1
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E' stata memorizzata l'eliminazione della partizione. Non si rivedrà più se si
digiterà p, ma non sarà eliminata fino a quando non si salveranno i
cambiamenti. Se si è commesso un errore e si vuole uscire senza salvare,
digitare q e Invio e la partizione non sarà tolta.
Ora, se si desidera effettivamente eliminare tutte le partizioni sul sistema,
digitare p per visualizzare l'elenco delle partizioni, e poi digitare
d seguito dal numero della partizione, per eliminarle. Il risultato è una
tabella con nessuna partizione:
Codice 1.1: Tabella con nessuna partizione |
Disk /dev/sda: 30.7 GB, 30750031872 bytes
141 heads, 63 sectors/track, 6761 cylinders
Units = cylinders of 8883 * 512 = 4548096 bytes
Device Boot Start End Blocks Id System
Command (m for help):
|
Ora che la tabella è vuota, si è pronti a creare le partizioni. Come esempio, si
fa riferimento allo schema di partizionamento visto precedentemente: non si deve
seguire queste istruzioni alla lettera se non si desidera implementare lo stesso
schema.
Creare la partizione boot PPC PReP
Si crea una piccola partizione boot PReP. Digitare n per creare una nuova
partizione, poi p per selezionare una partizione primaria, seguito da
1 per selezionare la prima partizione primaria. Quando si visualizza il
prompt per il primo cilindro, premere enter. Quando si visualizza il prompt per
l'ultimo cilindro, digitare +7M per creare una partizione di 7 MB.
Digitare t per impostare il tipo di partizione, 1 per selezionare
la partizione creata e 41 per impostare la partizione a "PPC PReP Boot".
Si dovrà impostare la partizione PReP come avviabile ("bootable").
Nota:
La partizione PReP deve essere più piccola di 8 MB.
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Codice 1.1: Creare la partizione boot PReP |
Command (m for help): p
Disk /dev/sda: 30.7 GB, 30750031872 bytes
141 heads, 63 sectors/track, 6761 cylinders
Units = cylinders of 8883 * 512 = 4548096 bytes
Device Boot Start End Blocks Id System
Command (m for help): n
Command action
e extended
p primary partition (1-4)
p
Partition number (1-4): 1
First cylinder (1-6761, default 1):
Using default value 1
Last cylinder or +size or +sizeM or +sizeK (1-6761, default
6761): +8M
Command (m for help): t
Selected partition 1
Hex code (type L to list codes): 41
Changed system type of partition 1 to 41 (PPC PReP Boot)
Command (m for help): a
Partition number (1-4): 1
Command (m for help):
|
Quando si digita p, si dovrebbe vedere la seguente partizione:
Codice 1.1: Partizione di boot creata |
Command (m for help): p
Disk /dev/sda: 30.7 GB, 30750031872 bytes
141 heads, 63 sectors/track, 6761 cylinders
Units = cylinders of 8883 * 512 = 4548096 bytes
Device Boot Start End Blocks Id System
/dev/sda1 * 1 3 13293 41 PPC PReP Boot
Command (m for help):
|
Creare la partizione swap
Si procede ora alla creazione della partizione swap. Per farlo, digitare
n per creare una nuova partizione, poi p per dire a fdisk che si
desidera creare una partizione primaria. Digitare 2 per creare la seconda
partizione primaria, /dev/sda2. Quando si visualizza il prompt per
il primo cilindro, premere invio. Quando si visualizza il prompt per l'ultimo
cilindro, digitare +512M per creare una partizione di 512MB. Dopo aver
fatto questo, digitare t per impostare il tipo di partizione, 2
per selezionare la partizione che si è creata e infine 82 per impostare
il tipo di partizione a "Linux Swap". Finiti questi passaggi, digitando p
si dovrebbe avere una tabella partizionata simile a questa:
Codice 1.1: Elenco delle partizioni dopo aver creato la partizione swap |
Command (m for help): p
Disk /dev/sda: 30.7 GB, 30750031872 bytes
141 heads, 63 sectors/track, 6761 cylinders
Units = cylinders of 8883 * 512 = 4548096 bytes
Device Boot Start End Blocks Id System
/dev/sda1 1 3 13293 41 PPC PReP Boot
/dev/sda2 4 117 506331 82 Linux swap
Command (m for help):
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Creare la partizione root
Si procede ora alla creazione della partizione root. Digitare n per
creare una nuova partizione, poi p per dire a fdisk che si vuole una
partizione primaria. Digitare 3 per creare la terza partizione primaria,
/dev/sda3. Quando si visualizza il prompt per il primo cilindro,
premere invio. Quando si visualizza il prompt per l'ultimo cilindro, premere
invio per creare una partizione che occupi il resto dello spazio su disco.
Infine, digitando p si dovrebbe avere una tabella partizionata simile a
questa:
Codice 1.1: Elenco delle partizioni dopo aver creato la partizione root |
Command (m for help): p
Disk /dev/sda: 30.7 GB, 30750031872 bytes
141 heads, 63 sectors/track, 6761 cylinders
Units = cylinders of 8883 * 512 = 4548096 bytes
Device Boot Start End Blocks Id System
/dev/sda1 1 3 13293 41 PPC PReP Boot
/dev/sda2 4 117 506331 82 Linux swap
/dev/sda3 118 6761 29509326 83 Linux
Command (m for help):
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Salvare lo schema delle partizioni
Per salvare lo schema delle partizioni e uscire da fdisk, digitare
w.
Codice 1.1: Salvare e uscire da fdisk |
Command (m for help): w
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Ora che le partizioni sono create, si può continuare con la sezione riguardante
come Creare i filesystem.
1.
Creare i filesystem
Introduzione
Ora che le partizioni sono state create, è il momento di inserire il filesystem.
Se non si è interessati alla scelta del filesystem e vanno bene quelli che si
usano in modo predefinito in questo Manuale, continuare con la sezione su come
Applicare un filesystem a una partizione.
Altrimenti ecco una descrizione dei filesystem disponibili.
Filesystem
Il kernel di Linux supporta diversi tipi di partizione. Seguono le descrizioni
di ext2, ext3, ext4, ReiserFS, XFS e JFS, visto che sono i più comuni sui
sistemi Linux.
ext2 è il vero e proprio filesystem di Linux ma non possiede il supporto
per il metadata journaling, il che significa che le routine che effettuano
all'avvio i controlli sul filesystem ext2 possono impiegare diverso tempo. Al
momento esiste una scelta abbastanza ampia di filesystem journaled di nuova
generazione che sono in grado di effettuare controlli sulla consistenza molto
velocemente e sono generalmente preferiti alle controparti non-journaled. I
filesystem journaled prevengono i lunghi tempi di attesa che solitamente si
riscontrano quando viene riavviato il sistema e il filesystem si trova in uno
stato inconsistente. Se si ha intenzione di installare Gentoo su un disco molto
piccolo (meno di 4GB), in tal caso si dovrà indicare ad ext2 di riservare un
numero sufficiente di inode quando si crea il filesystem. Il comando
mke2fs usa l'opzione "bytes-per-inode" per calcolare quanti inode
un filesystem dovrebbe avere.
Se si usa mke2fs -T small /dev/<device> il numero degli inode
sarà generalmente il quadruplo per un dato filesystem secondo il suo "bytes-per-inode"
riduce da 16kB a 4kB.
E' possibile ottimizzare ulteriormente usando mke2fs -i <ratio> /dev/<device>.
ext3 è la versione journaled del filesystem ext2, fornisce il metadata
journaling per un veloce recupero dei dati in aggiunta ad altre caratteristiche
di journaling avanzate come full data e ordered data journaling. Utilizza un
indice Htree che abilita alte prestazioni in quasi tutte le situazioni. In
breve, ext3 è un filesystem davvero molto valido e affidabile, ed è raccomandato
per qualsiasi sistema e scopo. Se si ha intenzione di installare Gentoo su un
disco molto piccolo (meno di 4GB), in tal caso si dovrà indicare ad ext3 di
riservare un numero sufficiente di inode quando si crea il filesystem.
Il comando mke2fs usa l'opzione "bytes-per-inode" per calcolare quanti inode
un filesystem dovrebbe avere.Se si usa mke2fs -j -T small /dev/<device>
il numero degli inode sarà generalmente il quadruplo per un dato filesystem secondo il suo "bytes-per-inode"
riduce da 16kB a 4kB. E' possibile ottimizzare ulteriormente usando mke2fs -j -i <ratio> /dev/<device>.
ext4 è un filesystem creato da una ramificazione del progetto ext3 con
l'introduzione di nuove funzionalità, miglioramenti nelle prestazioni e la
rimozione di limiti di dimensioni, con piccoli cambiamenti ai formati interni
del disco. Può arrivare fino a volumi di 1 EB con la dimensione massima per i
file di 16 TB. Invece della allocazione a blocchi classica di ext2/3 basata
sulla mappatura a bit, ext4 usa le
extent, che migliorano le
prestazioni per i file grandi e riducono la frammentazione. Ext4 inoltre è
provvisto di algoritmi più sofisticati per l'assegnazione dei blocchi
(assegnazione ritardata e assegnazione multiblocco) che danno ai driver del
filesystem maggiori opportunità di ottimizzare l'uso dello spazio sul disco.
Il filesystem ext4 è un compromesso tra la stabilità del codice sei sistemi in
produzione e il desiderio di introdurre estensioni ad un filesystem vecchio di
almeno un decennio.
JFS è il filesystem con journaling ad alte prestazioni di IBM. JFS è un
filesystem leggero, veloce ed affidabile basato su B+Tree con buone prestazioni
in varie condizioni.
ReiserFS è un filesystem basato su B+tree che offre ottime prestazioni
generali, specialmente nella gestione di una grande quantità di piccoli file,
al costo di più cicli di CPU. ReiserFS sembra avere una manutenzione più ridotta
degli altri filesystem.
XFS è un filesystem con metadata journaling ricco di caratteristiche
interessanti e ottimizzato per una forte scalabilità. XFS sembra essere poco
tollerante a vari problemi hardware.
Applicare un filesystem a una partizione
Per creare un filesystem su una partizione o volume, sono disponibili gli
strumenti per ogni filesystem possibile:
| Filesystem |
Comando per la creazione |
| ext2 |
mke2fs |
| ext3 |
mke2fs -j |
| ext4 |
mkfs.ext4 |
| reiserfs |
mkreiserfs |
| xfs |
mkfs.xfs |
| jfs |
mkfs.jfs |
Per esempio, per avere la partizione root (/dev/sda4) ext3 si usa:
Codice 1.1: Applicare un filesystem su una partizione |
# mke2fs -j /dev/sda4
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Ora si procede alla creazione dei filesystem sulle partizioni (o volumi logici)
create precedentemente.
Importante:
Se si è scelto di usare ReiserFS per /, non cambiare la sua
dimensione predefinita dei blocchi nel caso in cui si andasse ad utilizzare
yaboot come bootloader, come spiegato in (Configurazione del Bootloader).
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Attivare la partizione swap
mkswap è il comando usato per inizializzare le partizioni swap:
Codice 1.1: Creare una signature swap |
# mkswap /dev/sda3
|
Per attivare la partizione swap, usare swapon:
Codice 1.1: Attivare la partizione swap |
# swapon /dev/sda3
|
Creare e attivare swap con il comando menzionato sopra.
1.
Montare
Ora che le partizioni sono inizializzate e hanno un filesystem, è il momento di
montarle. Usare il comando mount. Non dimenticarsi di creare le
necessarie directory di mount per ogni partizione creata. Come esempio si crea
un mount point e si monta la partizione root:
Codice 1.1: Montare le partizioni |
# mkdir /mnt/gentoo
# mount /dev/sda4 /mnt/gentoo
|
Nota:
Se si vuole che /tmp risieda in una partizione separata,
assicurarsi di cambiare i permessi dopo il mount: chmod 1777
/mnt/gentoo/tmp. Questo vale anche per /var/tmp.
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Continuare con (
Copia dei file di installazione di Gentoo).
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