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Usare UTF-8 con Gentoo

Indice:

1.  Codifiche di caratteri

Che cos'è la codifica dei caratteri?

I computer non comprendono il testo da soli. Perciò ogni carattere è rappresentato da un numero. Tradizionalmente, i set di numeri usati per rappresentare alfabeti e simboli (conosciuti come sistemi di codifica o "character sets") erano limitati nella loro dimensione a causa dei limiti hardware dei computer.

Storia delle codifiche di caratteri

Il più comune (o almeno il più largamente accettato) set di caratteri è il codice ASCII (American Standard Code for Information Interchange). Molti ritengono che ASCII sia lo standard software che abbia goduto di maggior successo in assoluto. Il moderno ASCII fu standardizzato nel 1986 (ANSI X3.4, RFC 20, ISO/IEC 646:1991, ECMA-6) dall'American National Standards Institute.

Il codice ASCII è a 7 bit, ovvero utilizza sequenze di bit rappresentabili con sette cifre binarie, che corrispondono all'intervallo da 0 a 127 in numeri decimali. Essi includono 32 caratteri di controllo non visibili, da 0 a 31, con il carattere di controllo finale, DEL o "delete", al 127. I caratteri da 32 a 126 sono visibili: spazi, punteggiatura, lettere e numeri.

L'ottavo bit nel codice ASCII era usato in origine come parità per il controllo degli errori. Quando tale funzione non è desiderata, esso viene lasciato a 0. Questo significa che nel codice ASCII ogni carattere è rappresentato da un singolo byte.

Sebbene ASCII fosse sufficiente per comunicare in inglese moderno, per altre lingue europee che utilizzano caratteri accentati, le cose non erano così semplici. Per venire incontro a queste esigenze furono sviluppati gli standard ISO 8859. Essi erano compatibili a ritroso con ASCII, ma anziché lasciare l'ottavo bit inutilizzato, lo usavano per consentire la codifica di altri 127 caratteri. Ma i limiti di ISO 8859 vennero presto alla luce, ed infatti attualmente ci sono 15 varianti di questo standard (da 8859-1 fino a 8859-15). Fuori dall'intervallo di bytes compatibile con ASCII, c'è spesso conflitto tra le lettere rappresentate da ogni byte. A complicare ulteriormente l'interoperabiltà tra le codifiche di caratteri, Windows-1252 è utilizzato in alcune versioni di Microsoft Windows per le lingue dell'Europa Occidentale. Esso è un superset di ISO 8859-1, ma differisce da questo standard in diversi punti. Ad ogni modo, tutti questi set mantengono la compatibilità con ASCII.

Il necessario sviluppo di codifiche single-byte completamente differenti, per gli alfabeti non latini, come EUC (Extended Unix Coding), che è utilizzato per il giapponese e per il coreano (ed in misura minore per il cinese), creò una confusione ancor maggiore, mentre sistemi operativi diversi continuavano ad utilizzare set di caratteri diversi per le stesse lingue, ad esempio Shift-JIS e ISO-2022-JP. Gli utenti che avessero voluto visualizzare caratteri cirillici dovevano scegliere tra la codifica KOI8-R per il russo e il bulgaro, la KOI8-U per l'ucraino, e gli altri set cirillici, come lo sfortunato ISO 8859-5 e il comune Windows-1251. Tutti questi set di caratteri fecero venire meno quasi totalmente la compatibilità con ASCII (tuttavia le codifiche KOI8 mettono i caratteri cirillici nell'ordine latino, cosicché togliendo l'ottavo bit, il testo può ancora essere decifrato in un terminale ASCII attraverso una translitterazione case-reversed.)

Questo ha portato confusione, oltre che una quasi totale incapacità di comunicazione tra le lingue, soprattutto se utilizzano alfabeti diversi. A questo punto entra in scena Unicode.

Che cos'è Unicode?

Unicode supera il tradizionale limite del byte singolo che affligge i set di caratteri. Utilizza 17 "piani" di 65.536 unità di codice, per rappresentare un massimo di 1.114.112 caratteri. Poiché il primo piano, detto anche "Basic Multilingual Plane" o BMP, contiene praticamente tutto ciò che serve in genere a un utente, molti ritengono erroneamente che Unicode sia un character set a 16 bit.

Unicode è stato mappato in molti modi diversi, ma i due più comuni sono UTF (Unicode Transformation Format) e UCS (Universal Character Set). Un numero dopo UTF indica il numero di bit in una unità, mentre il numero dopo UCS indica il numero di byte. UTF-8 è diventato il più diffuso mezzo di interscambio di testo Unicode, grazie alla sua natura pulita a 8 bit, ed è proprio questo infatti l'oggetto di questo documento.

UTF-8

UTF-8 è una codifica di caratteri a lunghezza variabile, cioè utilizza da 1 a 4 bytes per simbolo. Così il primo byte UTF-8 è usato per codificare l'ASCII, dando a questo set di caratteri la piena compatibilità a ritroso con ASCII. In UTF-8 ASCII e i caratteri latini sono intercambiabili con un piccolo aumento nella dimensione dei dati, perché solo il primo bit viene utilizzato. Gli utenti di alfabeti orientali, ad esempio i giapponesi, ai quali è stato assegnato un intervallo di byte più elevato, sono scontenti, poiché questo causa un 50% di ridondanza nei loro dati.

Cosa può fare UTF-8 per l'utente

UTF-8 consente di lavorare in un ambiente multilingue rispettoso degli standard e internazionalmente accettato, con una ridondanza di dati relativamente bassa. UTF-8 è il modo migliore per trasmettere testo non ASCII via Internet, Email, IRC e praticamente qualunque altro mezzo. Nonostante ciò molte persone considerano l'uso di UTF-8 nelle comunicazioni online un abuso. È sempre meglio conoscere l'opinione verso UTF-8 di uno specifico canale, mailing list o gruppo Usenet prima di usare caratteri UTF-8 non-ASCII.

2.  Utilizzare UTF-8 con Gentoo Linux

Trovare o creare una localizzazione UTF-8

Adesso che sono stati compresi i principi che stanno dietro a Unicode, si è pronti ad utilizzare UTF-8 nel proprio sistema.

Il requisito preliminare per poter utilizzare UTF-8 è avere installata una versione di glibc che abbia il supporto per la propria lingua. Per ottenere questo si utilizza il file /etc/locale.gen. Non è tra gli scopi di questo documento spiegare il funzionamento di tale file. Inoltre una spiegazione dettagliata si trova nella Guida alla localizzazione di Gentoo Linux.

Fatto ciò bisogna vedere se è già disponibile una localizzazione UTF-8 per la propria lingua, e se non lo è bisogna crearne una.

Codice 2.1: Controllo dell'esistenza di una localizzazione UTF-8

(Sostituire "it_IT" con le impostazioni locali desiderate)
# locale -a | grep 'it_IT'
it_IT
it_IT.UTF-8

Dell'output della riga di comando bisogna individuare il risultato con un suffisso .UTF-8. Se non c'è alcun risultato con un suffisso simile, bisogna creare una localizzazione compatibile UTF-8.

Nota: Eseguire il seguente codice solo se non si ha una localizzazione UTF-8 disponibile per la propria lingua.

Codice 2.2: Creare una localizzazione UTF-8

(Sostituire "it_IT" con le impostazioni locali desiderate)
# localedef -i it_IT -f UTF-8 it_IT.UTF-8

Un altro modo per includere una localizzazione UTF-8 è aggiungerla al file /etc/locale.gen e generare le localizzazioni necessarie con il comando locale-gen.

Codice 2.3: Riga da aggiungere in /etc/locale.gen

it_IT.UTF-8 UTF-8

Impostare la localizzazione

C'è una variabile d'ambiente che deve essere impostata per poter utilizzare la propria nuova localizzazione UTF-8: LC_CTYPE (o opzionalmente LANG, se si vuole anche cambiare la lingua di sistema). Ci sono diversi modi per impostarla; alcune persone preferiscono avere un ambiente UTF-8 solo per un determinato utente, e in questo caso le variabili vanno impostate in ~/.profile (se si utilizza /bin/sh), oppure in ~/.bash_profile o ~/.bashrc (se si utilizza /bin/bash). Ulteriori dettagli e le "best practices" ("procedure migliori", NdT) possono essere trovate nella nostra Guida alla localizzazione.

Altri preferiscono impostare la localizzazione globalmente. Si raccomanda in modo particolare questa opzione se /etc/init.d/xdm è in uso, in quanto questo init script avvia il display manager e il desktop prima che i suddetti file di avvio della shell siano esaminati, e quindi quando le variabili non sono ancora nell'ambiente.

Si può impostare la localizzazione globalmente utilizzando /etc/env.d/02locale. Il file dovrebbe apparire simile a quanto segue:

Codice 2.4: Dimostrazione /etc/env.d/02locale

(Come sempre, sostituire "it_IT.UTF-8" con la propria localizzazione)
LANG="it_IT.UTF-8"

Nota: Si può anche mettere LC_CTYPE al posto di LANG. Per ulteriori informazioni sulle categorie coinvolte usando LC_CTYPE, si prega di leggere la pagina di localizzazione GNU (in inglese, ndt).

Fatto ciò l'ambiente deve essere aggiornato affinché la modifica sia operativa.

Codice 2.5: Aggiornare l'ambiente

# env-update
>>> Regenerating /etc/ld.so.cache...
 * Caching service dependencies ...
# source /etc/profile

A questo punto, eseguire locale senza argomenti per vedere se nel proprio ambiente sono impostate le variabili corrette:

Codice 2.6: Controllare la presenza nell'ambiente della nuova localizzazione

# locale
LANG=it_IT.UTF-8
LC_CTYPE="it_IT.UTF-8"
LC_NUMERIC="it_IT.UTF-8"
LC_TIME="it_IT.UTF-8"
LC_COLLATE="it_IT.UTF-8"
LC_MONETARY="it_IT.UTF-8"
LC_MESSAGES="it_IT.UTF-8"
LC_PAPER="it_IT.UTF-8"
LC_NAME="it_IT.UTF-8"
LC_ADDRESS="it_IT.UTF-8"
LC_TELEPHONE="it_IT.UTF-8"
LC_MEASUREMENT="it_IT.UTF-8"
LC_IDENTIFICATION="it_IT.UTF-8"
LC_ALL=

Questo è tutto. Ora si sta usando una localizzazione UTF-8, e il prossimo passo è la configurazione delle applicazioni che si usano ogni giorno.

3.  Supporto applicazioni

Quando Unicode iniziò a prendere forza nel mondo del software, i set di caratteri multibyte non erano adatti a linguaggi come il C, in cui sono scritti molti programmi che la gente usa ogni giorno. Perfino oggi, alcuni programmi non sono in grado di gestire UTF-8 in maniera adeguata. Fortunatamente, la gran parte di essi non dà problemi!

Nomi file, NTFS, e FAT

Ci sono diverse opzioni NLS nel menù di configurazione del kernel di Linux, ma è importante non confondersi! In genere, la sola cosa da fare è compilare il supporto NLS per UTF-8 all'interno del kernel, impostando l'opzione NLS in modo predefinito a utf8.

Codice 3.1: Configurazione del Kernel per UTF-8 NLS

File Systems -->
  Native Language Support -->
    (utf8) Default NLS Option
    <*> NLS UTF8
    ( <*> anche altri set di caratteri che sono utilizzati nei filesystem FAT e nei CD-ROM Joilet.)

Se si prevede di montare partizioni NTFS, si potrebbe aver bisogno di specificare l'opzione nls= nel mount. Se si prevede di montare partizioni FAT, potrebbe servire l'opzione codepage=. Se si vuole, si può anche impostare un codepage predefinito per FAT nella configurazione del kernel. Notare che l'opzione codepage nel mount ha la precedenza sulle impostazioni del kernel.

Codice 3.2: Impostazioni FAT nella configurazione del kernel

File Systems -->
  DOS/FAT/NT Filesystems  -->
    (437) Default codepage for fat

Si dovrebbe evitare di impostare Default iocharset for fat a UTF-8, dato che è sconsigliato. Invece, è consigliabile utilizzare l'opzione utf8=true nel montare le partizioni FAT. Per maggiori informazioni, vedere man mount e la documentazione del kernel in /usr/src/linux/Documentation/filesystems/vfat.txt.

Per modificare la codifica dei nomi file, può essere utilizzato app-text/convmv.

Codice 3.3: Esempio sull'uso di convmv

# emerge --ask app-text/convmv
(Sintassi del comando)
# convmv -f <current-encoding> -t utf-8 <filename>
(Sostituisce iso-8859-1 con il charset utf-8)
# convmv -f iso-8859-1 -t utf-8 filename

Per modificare la codifica del contenuto dei file, utilizzare l'utilità iconv, contenuta in glibc:

Codice 3.4: Exsempio sull'uso di iconv

(Sostituisce iso-8859-1 con il charset utf-8)
(Controlla se l'output è corretto)
# iconv -f iso-8859-1 -t utf-8 filename
(Converte il file, creando un nuovo file)
# iconv -f iso-8859-1 -t utf-8 filename > newfile

A questo scopo può essere usato anche app-text/recode.

La console di sistema

Importante: È necessario >=sys-apps/baselayout-1.11.9 per avere Unicode sulla console.

Per abilitare UTF-8 sulla console, è necessario modificare /etc/rc.conf ed impostare UNICODE="yes", leggendo anche i commenti in quel file: è importante avere un font che abbia un buon numero di caratteri, se si vuole ottenere il massimo da Unicode. Per farlo funzionare, assicurarsi di aver creato correttamente una localizzazione Unicode come spiegato nel Capitolo 1.

La variabile KEYMAP, impostata in /etc/conf.d/keymaps, dovrebbe avere specificata una keymap Unicode.

Codice 3.5: Ritaglio d'esempio per /etc/conf.d/keymaps

(Cambiare "it" con il proprio layout locale)
KEYMAP="it"

Ncurses e Slang

Nota: Ignorare ogni riferimento a Slang in questa sezione se non lo si ha installato o non lo si utilizza.

È cosa saggia aggiungere unicode alle flag USE globali in /etc/portage/make.conf, successivamente effettuando di nuovo l'emerge di sys-libs/ncurses e sys-libs/slang, se necessario. Portage lo farà automaticamente all'aggiornamento del sistema:

Codice 3.6: Aggiornare il sistema

# emerge --update --deep --newuse world

Bisogna anche ricompilare i pacchetti collegati ad essi, ora che i cambiamenti alle flag USE sono stati applicati. Lo strumento che verrà utilizzato (revdep-rebuild) fa parte del pacchetto gentoolkit.

Codice 3.7: Ricompilazione dei programmi collegati a ncurses o slang

# revdep-rebuild --soname libncurses.so.5
# revdep-rebuild --soname libslang.so.1

KDE, GNOME e Xfce

Tutti i più importanti ambienti desktop supportano pienamente Unicode, e non richiederanno nessuna ulteriore configurazione. Questo perché i toolkit grafici alla base di essi (Qt o GTK+2) supportano UTF-8. Di conseguenza, tutte le applicazioni che si basano su questi toolkit dovrebbero essere immediatamente compatibili con UTF-8.

Le eccezioni a questa regola arrivano con Xlib e GTK+1. GTK+1 richiede un FontSpec iso-10646-1 in ~/.gtkrc, per esempio -misc-fixed-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-iso10646-1. Inoltre, le applicazioni che utilizzano Xlib or Xaw necessiteranno di un FontSpec simile, in mancanza del quale non funzioneranno.

Nota: Se si ha da qualche parte una versione del centro di controllo gnome1, usare quella. Da lì selezionare un qualunque font iso10646-1.

Codice 3.8: Esempio di ~/.gtkrc (per GTK+1) che definisce un font compatibile con Unicode

style "user-font"
{
    fontset="-misc-fixed-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-iso10646-1"
}
widget_class "*" style "user-font"

Se un'applicazione supporta sia Qt che GTK+2, l'interfaccia grafica GTK+2 darà in genere risultati migliori con Unicode.

X11 e Font

I font TrueType hanno il supporto per Unicode, e la maggior parte dei font inclusi in Xorg hanno un ottimo supporto per i caratteri, sebbene, ovviamente, non tutti i segni disponibili in Unicode siano stati creati per quei font. Per compilare i font (compreso il set Bitstream Vera) con il supporto per i caratteri dell'Asia Orientale in X, assicurati di avere impostato la flag USE cjk. Molte altre applicazioni utilizzano questa flag, quindi potrebbe valere la pena di aggiungerla come permanente.

Inoltre, diversi pacchetti di font in Portage sono compatibili con Unicode.

Codice 3.9: Opzionale: Installare alcuni font aggiuntivi compatibili con Unicode

# emerge terminus-font intlfonts freefonts corefonts

Gestori di finestre ed emulatori di terminale

I gestori di finestre ("Window manager", ndt) non compilati su GTK o Qt hanno generalmente un supporto Unicode molto buono, in quanto spesso utilizzano la libreria Xft per gestire i font. Se il proprio gestore di finestre non usa Xft per i font, si può sempre utilizzare come font Unicode il FontSpec menzionato nella sezione precedente.

Gli emulatori di terminale che utilizzano Xft e supportano Unicode sono più difficili da trovare. A parte Konsole e gnome-terminal, le migliori opzioni in Portage sono x11-terms/rxvt-unicode, x11-terms/xfce4-terminal, gnustep-apps/terminal, x11-terms/mlterm, o il semplice x11-terms/xterm, compilato con la flag USE unicode e avviato con il comando uxterm. Anche app-misc/screen supporta UTF-8, se avviato con screen -U o se la seguente stringa è inserita in ~/.screenrc:

Codice 3.10: ~/.screenrc per UTF-8

defutf8 on

Vim, Emacs, Xemacs e Nano

Vim fornisce pieno supporto UTF-8, e inoltre rileva automaticamente i file UTF-8. Per maggiori informazioni su Vim, usare :help mbyte.txt.

Emacs versione 23 e Xemacs versione 21.5 hanno pieno supporto a UTF-8. Emacs 24 supporterà anche la modifica del testo bidirezionale.

Nano supporta pienamente UTF-8 a partire dalla versione 1.3.6.

Shell

Attualmente, bash fornisce il pieno supporto Unicode attraverso la libreria GNU readline. Z Shell(zsh) offre il supporto a Unicode mediante la USE flag unicode.

La shell C, tcsh e ksh non forniscono alcun supporto UTF-8.

Irssi

Irssi ha un completo supporto UTF-8, ma richiede all'utente di impostare un'opzione.

Codice 3.11: Abilitare UTF-8 in Irssi

/set term_charset UTF-8

Quando caratteri non ASCII sono spesso convertiti in charsets non UTF-8, il comando /recode può essere utilizzato per convertire i caratteri. Digitare /help recode per maggiori informazioni.

Mutt

Il client di posta Mutt ha un supporto Unicode molto buono. Per usare UTF-8 con Mutt, non è necessario modificare alcun file di configurazione. Mutt lavorerà in ambiente Unicode senza modifiche, se tutti i file di configurazione (firma compresa) sono codificati in UTF-8.

Nota: Si potrebbero ancora vedere '?' nella posta letta con Mutt. Questo è il risultato delle persone che utilizzano un client di posta che non indica il charset usato. Su questo non è possibile farci nulla, a parte chiedere a costoro di configurare correttamente il loro client.

Maggiori informazioni sono disponibili nel Wiki di Mutt.

Man

Le pagine Man sono parte integrante di ogni macchina Linux. Per essere sicuri che ogni carattere Unicode nelle proprie pagine man sia visualizzato correttamente, modificare /etc/man.conf e sostituire una riga come mostrato qui sotto.

Codice 3.12: Modifiche a man.conf per il supporto Unicode

(Questa è la vecchia riga)
NROFF           /usr/bin/nroff -Tascii -c -mandoc
(Sostituisci la riga sopra con questa)
NROFF           /usr/bin/nroff -mandoc -c

elinks e links

Elinks e links sono browser testuali usati comunemente, in cui è possibile abilitare il supporto UTF-8. Ci sono due modi per fare ciò: utilizzando l'opzione Setup all'interno del browser o modificando il file di configurazione. Per impostare l'opzione attraverso il browser, aprre un sito con elinks o links, premere Alt+S per entrare nel menù Setup, selezionare le opzioni Terminal o premere T. Scorrere verso il basso e selezionare l'ultima opzione, UTF-8 I/O, premendo Invio. Infine salvare ed uscire dal menù. Su links probabilmente bisognerà premere nuovamente Alt+S, premendo poi S per salvare. La modifica del file di configurazione è descritta qui sotto.

Codice 3.13: Abilitare UTF-8 in elinks/links

(Per elinks, modificare /etc/elinks/elinks.conf o ~/.elinks/elinks.conf ed aggiungere la seguente riga)
set terminal.linux.utf_8_io = 1

(Per links, modificare ~/.links/links.cfg ed aggiungere la seguente riga)
terminal "xterm" 0 1 0 us-ascii utf-8

Samba

Samba è una suite software che implementa il protocollo SMB (Server Message Block) per i sistemi UNIX come Mac, Linux e FreeBSD. Il protocollo è talvolta indicato come il Common Internet File System (CIFS). Samba include anche il sistema NETBIOS, utilizzato per la condivisione di file su reti Windows.

Codice 3.14: Abilitare UTF-8 per Samba

(Modificare /etc/samba/smb.conf ed aggiungere le righe seguenti nella sezione [global])
dos charset = 1255
unix charset = UTF-8
display charset = UTF-8

Testare il tutto

Ci sono numerosi siti per testare UTF-8. net-www/w3m, net-www/links, net-www/elinks, net-www/lynx e tutti i browser basati su Mozilla (incluso Firefox) supportano UTF-8. Anche Konqueror e Opera hanno il pieno supporto UTF-8.

Quando si utilizza un browser testuale, assicurarsi sempre di essere su un terminale compatibile con Unicode.

Se si vefono alcuni caratteri visualizzati come riquadri con lettere o numeri all'interno, significa che il proprio font non ha un carattere per il simbolo che UTF-8 vuole. Al suo posto, visualizza un riquadro con il codice esadecimale del simbolo UTF-8.

Metodi di Input

Per scrivere, all'interno di X, caratteri non contenuti sulla propria tastiera, si possono utilizzare le Dead keys. Esse consistono nel premere contemporaneamente il tasto AltGr e un tasto della sezione non alfabetica alla tastiera, a sinistra del tasto Invio. Fatto ciò, premere una lettera e la dead key dovrebbe modificarla. L'input può essere ulteriormente modificato utilizzando il tasto Shift insieme ad AltGr e premendo contemporaneamente la lettera da modificare.

Per abilitare le dead keys in X, è necessario un layout che le supporti. La maggior parte dei layout europei hanno già dead keys con le varianti predefinite. Tuttavia, questo non avviene nei layout nordamericani. Sebbene vi sia un certo grado di incompatibilità tra i layout, la soluzione più semplice sembra essere quella di utilizzare un layout nella forma "en_US" anziché "us", per esempio. Il layout è impostato in /etc/X11/xorg.conf in questo modo:

Codice 3.15: Ritaglio di /etc/X11/xorg.conf

Section "InputDevice"
    Identifier "Keyboard0"
    Driver     "kbd"
    Option     "XkbLayout" "en_US" # Anziché solo "us"
    (Altre opzioni Xkb vanno qui)
EndSection

Nota: La suddetta modifica deve essere applicata solo se si sta usando un layout nordamericano, o un altro layout in cui le dead keys non sembrano funzionare. Gli utenti europei dovrebbero avere le dead keys immediatamente funzionanti.

Questa modifica diverrà effettiva al riavvio del server X. Per applicarla immediatamente, usare il tool setxkbmap, ad esempio, setxkbmap en_US.

Probabilmente è più semplice descrivere le dead keys con degli esempi. Sebbene i risultati dipendano dalla localizzazione, i concetti dovrebbero rimanere gli stessi qualunque essa sia. Gli esempi qui sotto contengono UTF-8, quindi per vederli bisogna o impostare il proprio browser affinché visualizzi la pagina come UTF-8, oppure avere una localizzazione UTF-8 già configurata.

Premendo contemporaneamente AltGr e [, lasciandoli, e premendo poi 'a', viene prodotta una 'ä'. Premendo contemporaneamente AltGr e [, e premendo poi 'e', viene prodotta una 'ë'. Premendo contemporaneamente AltGr e ';' viene prodotta una 'á', mentre premendo contemporaneamente AltGr e ';', lasciandoli, e premendo poi 'e', viene prodotta una 'é'.

Premendo AltGr, Shift e '[' contemporaneamente, lasciandoli, e premendo poi 'a', viene prodotta una 'å' scandinava. Similmente, premendo AltGr, Shift e '[' contemporaneamente, lasciando solo la '[', e premendola poi di nuovo, viene prodotta una '˚'. Nonostante sembri lo stesso, questo (U+02DA) non è il simbolo di grado (U+00B0). Esso serve per altri accenti prodotti dalle dead keys. AltGr e '[', lasciando solo la '[' e poi premendola di nuovo, producono una '¨'.

AltGr può essere anche usato da solo con i tasti alfabetici. Ad esempio, AltGr ed 'm' formano una lettera mu greca minuscola: 'µ'. AltGr ed 's' formano una 'ß'. Come molti europei si aspettano (perché così è scritto sulla loro tastiera), AltGr e '4' (o 'E', dipende dal layout della tastiera) formano il simbolo dell'Euro, '€'.

Risorse

4.  Anomalie e problemi noti

File di configurare di sistema (in /etc)

Molti file di configurazione di sistema, come /etc/fstab, non supportano UTF-8. Per questi file è raccomandato limitarsi al set di caratteri ASCII.



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Aggiornato il 29 dicembre 2012

La versione originale di questo documento non è più mantenuta

Oggetto: Questa guida mostra come installare e utilizzare il set di caratteri Unicode UTF-8 nel vostro sistema Gentoo Linux, dopo aver spiegato i pregi di Unicode e più in dettaglio di UTF-8.

Thomas Martin
Autore

Alexander Simonov
Collaboratore

Shyam Mani
Redazione

Joshua Saddler
Redazione

Cristiano Chiucchiolo
Traduzione

Marcello Magaldi
Traduzione

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