Usare UTF-8 con Gentoo
1.
Codifiche di caratteri
Che cos'è la codifica dei caratteri?
I computer non comprendono il testo da soli. Perciò ogni carattere è
rappresentato da un numero. Tradizionalmente, i set di numeri usati per
rappresentare alfabeti e simboli (conosciuti come sistemi di codifica o
"character sets") erano limitati nella loro dimensione a causa dei limiti
hardware dei computer.
Storia delle codifiche di caratteri
Il più comune (o almeno il più largamente accettato) set di caratteri è il
codice ASCII (American Standard Code for Information Interchange). Molti
ritengono che ASCII sia lo standard software che abbia goduto di maggior
successo in assoluto. Il moderno ASCII fu standardizzato nel 1986 (ANSI X3.4,
RFC 20, ISO/IEC 646:1991, ECMA-6) dall'American National Standards Institute.
Il codice ASCII è a 7 bit, ovvero utilizza sequenze di bit rappresentabili con
sette cifre binarie, che corrispondono all'intervallo da 0 a 127 in numeri
decimali. Essi includono 32 caratteri di controllo non visibili, da 0 a 31, con
il carattere di controllo finale, DEL o "delete", al 127. I caratteri da 32 a
126 sono visibili: spazi, punteggiatura, lettere e numeri.
L'ottavo bit nel codice ASCII era usato in origine come parità per il controllo
degli errori. Quando tale funzione non è desiderata, esso viene lasciato a 0.
Questo significa che nel codice ASCII ogni carattere è rappresentato da un
singolo byte.
Sebbene ASCII fosse sufficiente per comunicare in inglese moderno, per altre
lingue europee che utilizzano caratteri accentati, le cose non erano così
semplici. Per venire incontro a queste esigenze furono sviluppati gli standard
ISO 8859. Essi erano compatibili a ritroso con ASCII, ma anziché lasciare
l'ottavo bit inutilizzato, lo usavano per consentire la codifica di altri 127
caratteri. Ma i limiti di ISO 8859 vennero presto alla luce, ed infatti
attualmente ci sono 15 varianti di questo standard (da 8859-1 fino a 8859-15).
Fuori dall'intervallo di bytes compatibile con ASCII, c'è spesso conflitto tra
le lettere rappresentate da ogni byte. A complicare ulteriormente
l'interoperabiltà tra le codifiche di caratteri, Windows-1252 è utilizzato in
alcune versioni di Microsoft Windows per le lingue dell'Europa Occidentale. Esso
è un superset di ISO 8859-1, ma differisce da questo standard in diversi punti.
Ad ogni modo, tutti questi set mantengono la compatibilità con ASCII.
Il necessario sviluppo di codifiche single-byte completamente differenti, per
gli alfabeti non latini, come EUC (Extended Unix Coding), che è utilizzato per
il giapponese e per il coreano (ed in misura minore per il cinese), creò una
confusione ancor maggiore, mentre sistemi operativi diversi continuavano ad
utilizzare set di caratteri diversi per le stesse lingue, ad esempio Shift-JIS e
ISO-2022-JP. Gli utenti che avessero voluto visualizzare caratteri cirillici
dovevano scegliere tra la codifica KOI8-R per il russo e il bulgaro, la KOI8-U
per l'ucraino, e gli altri set cirillici, come lo sfortunato ISO 8859-5 e il
comune Windows-1251. Tutti questi set di caratteri fecero venire meno quasi
totalmente la compatibilità con ASCII (tuttavia le codifiche KOI8 mettono i
caratteri cirillici nell'ordine latino, cosicché togliendo l'ottavo bit, il
testo può ancora essere decifrato in un terminale ASCII attraverso una
translitterazione case-reversed.)
Questo ha portato confusione, oltre che una quasi totale incapacità di
comunicazione tra le lingue, soprattutto se utilizzano alfabeti diversi. A
questo punto entra in scena Unicode.
Che cos'è Unicode?
Unicode supera il tradizionale limite del byte singolo che affligge i set di
caratteri. Utilizza 17 "piani" di 65.536 unità di codice, per rappresentare un
massimo di 1.114.112 caratteri. Poiché il primo piano, detto anche "Basic
Multilingual Plane" o BMP, contiene praticamente tutto ciò che serve in genere a
un utente, molti ritengono erroneamente che Unicode sia un character set a 16
bit.
Unicode è stato mappato in molti modi diversi, ma i due più comuni sono
UTF (Unicode Transformation Format) e UCS (Universal Character
Set). Un numero dopo UTF indica il numero di bit in una unità, mentre il numero
dopo UCS indica il numero di byte. UTF-8 è diventato il più diffuso mezzo di
interscambio di testo Unicode, grazie alla sua natura pulita a 8 bit, ed è
proprio questo infatti l'oggetto di questo documento.
UTF-8
UTF-8 è una codifica di caratteri a lunghezza variabile, cioè utilizza da 1 a 4
bytes per simbolo. Così il primo byte UTF-8 è usato per codificare l'ASCII,
dando a questo set di caratteri la piena compatibilità a ritroso con ASCII. In
UTF-8 ASCII e i caratteri latini sono intercambiabili con un piccolo aumento
nella dimensione dei dati, perché solo il primo bit viene utilizzato. Gli utenti
di alfabeti orientali, ad esempio i giapponesi, ai quali è stato assegnato un
intervallo di byte più elevato, sono scontenti, poiché questo causa un 50% di
ridondanza nei loro dati.
Cosa può fare UTF-8 per l'utente
UTF-8 consente di lavorare in un ambiente multilingue rispettoso degli standard
e internazionalmente accettato, con una ridondanza di dati relativamente bassa.
UTF-8 è il modo migliore per trasmettere testo non ASCII via Internet, Email,
IRC e praticamente qualunque altro mezzo. Nonostante ciò molte persone
considerano l'uso di UTF-8 nelle comunicazioni online un abuso. È sempre meglio
conoscere l'opinione verso UTF-8 di uno specifico canale, mailing list o gruppo
Usenet prima di usare caratteri UTF-8 non-ASCII.
2.
Utilizzare UTF-8 con Gentoo Linux
Trovare o creare una localizzazione UTF-8
Adesso che sono stati compresi i principi che stanno dietro a Unicode, si è
pronti ad utilizzare UTF-8 nel proprio sistema.
Il requisito preliminare per poter utilizzare UTF-8 è avere installata una
versione di glibc che abbia il supporto per la propria lingua. Per ottenere
questo si utilizza il file /etc/locale.gen. Non è tra gli scopi di
questo documento spiegare il funzionamento di tale file. Inoltre una spiegazione
dettagliata si trova nella Guida alla localizzazione
di Gentoo Linux.
Fatto ciò bisogna vedere se è già disponibile una localizzazione UTF-8 per la
propria lingua, e se non lo è bisogna crearne una.
Codice 2.1: Controllo dell'esistenza di una localizzazione UTF-8 |
# locale -a | grep 'it_IT'
it_IT
it_IT.UTF-8
|
Dell'output della riga di comando bisogna individuare il risultato con un
suffisso .UTF-8. Se non c'è alcun risultato con un suffisso simile,
bisogna creare una localizzazione compatibile UTF-8.
Nota:
Eseguire il seguente codice solo se non si ha una localizzazione UTF-8
disponibile per la propria lingua.
|
Codice 2.2: Creare una localizzazione UTF-8 |
# localedef -i it_IT -f UTF-8 it_IT.UTF-8
|
Un altro modo per includere una localizzazione UTF-8 è aggiungerla al file
/etc/locale.gen e generare le localizzazioni necessarie con il
comando locale-gen.
Codice 2.3: Riga da aggiungere in /etc/locale.gen |
it_IT.UTF-8 UTF-8
|
Impostare la localizzazione
C'è una variabile d'ambiente che deve essere impostata per poter utilizzare la
propria nuova localizzazione UTF-8: LC_CTYPE (o opzionalmente
LANG, se si vuole anche cambiare la lingua di sistema). Ci sono diversi
modi per impostarla; alcune persone preferiscono avere un ambiente UTF-8 solo
per un determinato utente, e in questo caso le variabili vanno impostate in
~/.profile (se si utilizza /bin/sh), oppure in
~/.bash_profile o ~/.bashrc (se si utilizza
/bin/bash). Ulteriori dettagli e le "best practices" ("procedure
migliori", NdT) possono essere trovate nella nostra Guida alla localizzazione.
Altri preferiscono impostare la localizzazione globalmente. Si raccomanda in
modo particolare questa opzione se /etc/init.d/xdm è in uso, in
quanto questo init script avvia il display manager e il desktop prima che i
suddetti file di avvio della shell siano esaminati, e quindi quando le variabili
non sono ancora nell'ambiente.
Si può impostare la localizzazione globalmente utilizzando
/etc/env.d/02locale. Il file dovrebbe apparire simile a quanto
segue:
Codice 2.4: Dimostrazione /etc/env.d/02locale |
LANG="it_IT.UTF-8"
|
Nota:
Si può anche mettere LC_CTYPE al posto di LANG. Per ulteriori
informazioni sulle categorie coinvolte usando LC_CTYPE, si prega di
leggere la
pagina di localizzazione GNU (in inglese, ndt).
|
Fatto ciò l'ambiente deve essere aggiornato affinché la modifica sia operativa.
Codice 2.5: Aggiornare l'ambiente |
# env-update
>>> Regenerating /etc/ld.so.cache...
* Caching service dependencies ...
# source /etc/profile
|
A questo punto, eseguire locale senza argomenti per vedere se nel proprio
ambiente sono impostate le variabili corrette:
Codice 2.6: Controllare la presenza nell'ambiente della nuova localizzazione |
# locale
LANG=it_IT.UTF-8
LC_CTYPE="it_IT.UTF-8"
LC_NUMERIC="it_IT.UTF-8"
LC_TIME="it_IT.UTF-8"
LC_COLLATE="it_IT.UTF-8"
LC_MONETARY="it_IT.UTF-8"
LC_MESSAGES="it_IT.UTF-8"
LC_PAPER="it_IT.UTF-8"
LC_NAME="it_IT.UTF-8"
LC_ADDRESS="it_IT.UTF-8"
LC_TELEPHONE="it_IT.UTF-8"
LC_MEASUREMENT="it_IT.UTF-8"
LC_IDENTIFICATION="it_IT.UTF-8"
LC_ALL=
|
Questo è tutto. Ora si sta usando una localizzazione UTF-8, e il prossimo passo
è la configurazione delle applicazioni che si usano ogni giorno.
3.
Supporto applicazioni
Quando Unicode iniziò a prendere forza nel mondo del software, i set di
caratteri multibyte non erano adatti a linguaggi come il C, in cui sono scritti
molti programmi che la gente usa ogni giorno. Perfino oggi, alcuni programmi
non sono in grado di gestire UTF-8 in maniera adeguata. Fortunatamente, la gran
parte di essi non dà problemi!
Nomi file, NTFS, e FAT
Ci sono diverse opzioni NLS nel menù di configurazione del kernel di Linux, ma è
importante non confondersi! In genere, la sola cosa da fare è compilare il
supporto NLS per UTF-8 all'interno del kernel, impostando l'opzione NLS in modo
predefinito a utf8.
Codice 3.1: Configurazione del Kernel per UTF-8 NLS |
File Systems -->
Native Language Support -->
(utf8) Default NLS Option
<*> NLS UTF8
|
Se si prevede di montare partizioni NTFS, si potrebbe aver bisogno di
specificare l'opzione nls= nel mount. Se si prevede di montare partizioni
FAT, potrebbe servire l'opzione codepage=. Se si vuole, si può anche
impostare un codepage predefinito per FAT nella configurazione del kernel.
Notare che l'opzione codepage nel mount ha la precedenza sulle
impostazioni del kernel.
Codice 3.2: Impostazioni FAT nella configurazione del kernel |
File Systems -->
DOS/FAT/NT Filesystems -->
(437) Default codepage for fat
|
Si dovrebbe evitare di impostare Default iocharset for fat a UTF-8, dato
che è sconsigliato. Invece, è consigliabile utilizzare l'opzione utf8=true nel
montare le partizioni FAT. Per maggiori informazioni, vedere man mount e
la documentazione del kernel in
/usr/src/linux/Documentation/filesystems/vfat.txt.
Per modificare la codifica dei nomi file, può essere utilizzato
app-text/convmv.
Codice 3.3: Esempio sull'uso di convmv |
# emerge --ask app-text/convmv
# convmv -f <current-encoding> -t utf-8 <filename>
# convmv -f iso-8859-1 -t utf-8 filename
|
Per modificare la codifica del contenuto dei file, utilizzare l'utilità
iconv, contenuta in glibc:
Codice 3.4: Exsempio sull'uso di iconv |
# iconv -f iso-8859-1 -t utf-8 filename
# iconv -f iso-8859-1 -t utf-8 filename > newfile
|
A questo scopo può essere usato anche app-text/recode.
La console di sistema
Importante:
È necessario >=sys-apps/baselayout-1.11.9 per avere Unicode sulla console.
|
Per abilitare UTF-8 sulla console, è necessario modificare
/etc/rc.conf ed impostare UNICODE="yes", leggendo anche i
commenti in quel file: è importante avere un font che abbia un buon numero di
caratteri, se si vuole ottenere il massimo da Unicode. Per farlo funzionare,
assicurarsi di aver creato correttamente una localizzazione Unicode come
spiegato nel Capitolo 1.
La variabile KEYMAP, impostata in /etc/conf.d/keymaps,
dovrebbe avere specificata una keymap Unicode.
Codice 3.5: Ritaglio d'esempio per /etc/conf.d/keymaps |
KEYMAP="it"
|
Ncurses e Slang
Nota:
Ignorare ogni riferimento a Slang in questa sezione se non lo si ha installato
o non lo si utilizza.
|
È cosa saggia aggiungere unicode alle flag USE globali in
/etc/make.conf, successivamente effettuando di nuovo l'emerge di
sys-libs/ncurses e sys-libs/slang, se necessario. Portage lo farà
automaticamente all'aggiornamento del sistema:
Codice 3.6: Aggiornare il sistema |
# emerge --update --deep --newuse world
|
Bisogna anche ricompilare i pacchetti collegati ad essi, ora che i cambiamenti
alle flag USE sono stati applicati. Lo strumento che verrà utilizzato
(revdep-rebuild) fa parte del pacchetto gentoolkit.
Codice 3.7: Ricompilazione dei programmi collegati a ncurses o slang |
# revdep-rebuild --soname libncurses.so.5
# revdep-rebuild --soname libslang.so.1
|
KDE, GNOME e Xfce
Tutti i più importanti ambienti desktop supportano pienamente Unicode, e non
richiederanno nessuna ulteriore configurazione. Questo perché i toolkit grafici
alla base di essi (Qt o GTK+2) supportano UTF-8. Di conseguenza, tutte le
applicazioni che si basano su questi toolkit dovrebbero essere immediatamente
compatibili con UTF-8.
Le eccezioni a questa regola arrivano con Xlib e GTK+1. GTK+1 richiede un
FontSpec iso-10646-1 in ~/.gtkrc, per esempio
-misc-fixed-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-iso10646-1. Inoltre, le applicazioni che
utilizzano Xlib or Xaw necessiteranno di un FontSpec simile, in mancanza del
quale non funzioneranno.
Nota:
Se si ha da qualche parte una versione del centro di controllo gnome1, usare
quella. Da lì selezionare un qualunque font iso10646-1.
|
Codice 3.8: Esempio di ~/.gtkrc (per GTK+1) che definisce un font compatibile con Unicode |
style "user-font"
{
fontset="-misc-fixed-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-iso10646-1"
}
widget_class "*" style "user-font"
|
Se un'applicazione supporta sia Qt che GTK+2, l'interfaccia grafica GTK+2 darà
in genere risultati migliori con Unicode.
X11 e Font
I font TrueType hanno il supporto per Unicode, e la maggior parte dei font
inclusi in Xorg hanno un ottimo supporto per i caratteri, sebbene, ovviamente,
non tutti i segni disponibili in Unicode siano stati creati per quei font. Per
compilare i font (compreso il set Bitstream Vera) con il supporto per i
caratteri dell'Asia Orientale in X, assicurati di avere impostato la flag USE
cjk. Molte altre applicazioni utilizzano questa flag, quindi potrebbe
valere la pena di aggiungerla come permanente.
Inoltre, diversi pacchetti di font in Portage sono compatibili con Unicode.
Codice 3.9: Opzionale: Installare alcuni font aggiuntivi compatibili con Unicode |
# emerge terminus-font intlfonts freefonts cronyx-fonts corefonts
|
Gestori di finestre ed emulatori di terminale
I gestori di finestre ("Window manager", ndt) non compilati su GTK o Qt hanno
generalmente un supporto Unicode molto buono, in quanto spesso utilizzano la
libreria Xft per gestire i font. Se il proprio gestore di finestre non usa Xft
per i font, si può sempre utilizzare come font Unicode il FontSpec menzionato
nella sezione precedente.
Gli emulatori di terminale che utilizzano Xft e supportano Unicode sono più
difficili da trovare. A parte Konsole e gnome-terminal, le migliori opzioni in
Portage sono x11-terms/rxvt-unicode, xfce-extra/terminal,
gnustep-apps/terminal, x11-terms/mlterm, o il semplice
x11-terms/xterm, compilato con la flag USE unicode e avviato con
il comando uxterm. Anche app-misc/screen supporta UTF-8, se
avviato con screen -U o se la seguente stringa è inserita in
~/.screenrc:
Codice 3.10: ~/.screenrc per UTF-8 |
defutf8 on
|
Vim, Emacs, Xemacs e Nano
Vim fornisce pieno supporto UTF-8, e inoltre rileva automaticamente i file
UTF-8. Per maggiori informazioni su Vim, usare :help mbyte.txt.
Anche Emacs 22.x o successivo supporta pienamente UTF-8. Xemacs 22.x non
supporta ancora la combinazione dei caratteri.
Le versioni precedenti di Emacs e/o Xemacs potrebbero richiedere l'installazione
di app-emacs/mule-ucs e/o di app-xemacs/mule-ucs, e l'aggiunta del
seguente codice in ~/.emacs affinché si possa avere il supporto per
le lingue CJK in UTF-8:
Codice 3.11: Supporto CJK UTF-8 in Emacs |
(require 'un-define)
(require 'jisx0213)
(set-language-environment "Japanese")
(set-default-coding-systems 'utf-8)
(set-terminal-coding-system 'utf-8)
|
Nano supporta pienamente UTF-8 a partire dalla versione 1.3.6.
Shell
Attualmente, bash fornisce il pieno supporto Unicode attraverso la
libreria GNU readline. Z Shell(zsh) offre il supporto a Unicode mediante
la USE flag unicode.
La shell C, tcsh e ksh non forniscono alcun supporto UTF-8.
Irssi
Irssi ha un completo supporto UTF-8, ma richiede all'utente di impostare
un'opzione.
Codice 3.12: Abilitare UTF-8 in Irssi |
/set term_charset UTF-8
|
Quando caratteri non ASCII sono spesso convertiti in charsets non UTF-8, il
comando /recode può essere utilizzato per convertire i caratteri.
Digitare /help recode per maggiori informazioni.
Mutt
Il client di posta Mutt ha un supporto Unicode molto buono. Per usare UTF-8 con
Mutt, non è necessario modificare alcun file di configurazione. Mutt lavorerà in
ambiente Unicode senza modifiche, se tutti i file di configurazione (firma
compresa) sono codificati in UTF-8.
Nota:
Si potrebbero ancora vedere '?' nella posta letta con Mutt. Questo è il
risultato delle persone che utilizzano un client di posta che non indica il
charset usato. Su questo non è possibile farci nulla, a parte chiedere a costoro
di configurare correttamente il loro client.
|
Maggiori informazioni sono disponibili nel Wiki di Mutt.
Man
Le pagine Man sono parte integrante di ogni macchina Linux. Per essere sicuri
che ogni carattere Unicode nelle proprie pagine man sia visualizzato
correttamente, modificare /etc/man.conf e sostituire una riga come
mostrato qui sotto.
Codice 3.13: Modifiche a man.conf per il supporto Unicode |
NROFF /usr/bin/nroff -Tascii -c -mandoc
NROFF /usr/bin/nroff -mandoc -c
|
elinks e links
Elinks e links sono browser testuali usati comunemente, in cui è
possibile abilitare il supporto UTF-8. Ci sono due modi per fare ciò:
utilizzando l'opzione Setup all'interno del browser o modificando il file di
configurazione. Per impostare l'opzione attraverso il browser, aprre un sito con
elinks o links, premere Alt+S per entrare nel menù Setup,
selezionare le opzioni Terminal o premere T. Scorrere verso il basso e
selezionare l'ultima opzione, UTF-8 I/O, premendo Invio. Infine salvare
ed uscire dal menù. Su links probabilmente bisognerà premere nuovamente
Alt+S, premendo poi S per salvare. La modifica del file di
configurazione è descritta qui sotto.
Codice 3.14: Abilitare UTF-8 in elinks/links |
set terminal.linux.utf_8_io = 1
terminal "xterm" 0 1 0 us-ascii utf-8
|
Samba
Samba è una suite software che implementa il protocollo SMB (Server Message
Block) per i sistemi UNIX come Mac, Linux e FreeBSD. Il protocollo è talvolta
indicato come il Common Internet File System (CIFS). Samba include anche il
sistema NETBIOS, utilizzato per la condivisione di file su reti Windows.
Codice 3.15: Abilitare UTF-8 per Samba |
dos charset = 1255
unix charset = UTF-8
display charset = UTF-8
|
Testare il tutto
Ci sono numerosi siti per testare UTF-8. net-www/w3m,
net-www/links, net-www/elinks, net-www/lynx e tutti i
browser basati su Mozilla (incluso Firefox) supportano UTF-8. Anche Konqueror e
Opera hanno il pieno supporto UTF-8.
Quando si utilizza un browser testuale, assicurarsi sempre di essere su un
terminale compatibile con Unicode.
Se si vefono alcuni caratteri visualizzati come riquadri con lettere o numeri
all'interno, significa che il proprio font non ha un carattere per il simbolo
che UTF-8 vuole. Al suo posto, visualizza un riquadro con il codice esadecimale
del simbolo UTF-8.
Metodi di Input
Per scrivere, all'interno di X, caratteri non contenuti sulla propria tastiera,
si possono utilizzare le Dead keys. Esse consistono nel premere
contemporaneamente il tasto AltGr e un tasto della sezione non alfabetica alla
tastiera, a sinistra del tasto Invio. Fatto ciò, premere una lettera e la dead
key dovrebbe modificarla. L'input può essere ulteriormente modificato
utilizzando il tasto Shift insieme ad AltGr e premendo contemporaneamente la
lettera da modificare.
Per abilitare le dead keys in X, è necessario un layout che le supporti. La
maggior parte dei layout europei hanno già dead keys con le varianti
predefinite. Tuttavia, questo non avviene nei layout nordamericani. Sebbene vi
sia un certo grado di incompatibilità tra i layout, la soluzione più semplice
sembra essere quella di utilizzare un layout nella forma "en_US" anziché "us",
per esempio. Il layout è impostato in /etc/X11/xorg.conf in questo
modo:
Codice 3.16: Ritaglio di /etc/X11/xorg.conf |
Section "InputDevice"
Identifier "Keyboard0"
Driver "kbd"
Option "XkbLayout" "en_US"
EndSection
|
Nota:
La suddetta modifica deve essere applicata solo se si sta usando un layout
nordamericano, o un altro layout in cui le dead keys non sembrano funzionare.
Gli utenti europei dovrebbero avere le dead keys immediatamente funzionanti.
|
Questa modifica diverrà effettiva al riavvio del server X. Per applicarla
immediatamente, usare il tool setxkbmap, ad esempio, setxkbmap
en_US.
Probabilmente è più semplice descrivere le dead keys con degli esempi. Sebbene i
risultati dipendano dalla localizzazione, i concetti dovrebbero rimanere gli
stessi qualunque essa sia. Gli esempi qui sotto contengono UTF-8, quindi per
vederli bisogna o impostare il proprio browser affinché visualizzi la pagina
come UTF-8, oppure avere una localizzazione UTF-8 già configurata.
Premendo contemporaneamente AltGr e [, lasciandoli, e premendo poi 'a', viene
prodotta una 'ä'. Premendo contemporaneamente AltGr e [, e premendo poi 'e',
viene prodotta una 'ë'. Premendo contemporaneamente AltGr e ';' viene prodotta
una 'á', mentre premendo contemporaneamente AltGr e ';', lasciandoli, e
premendo poi 'e', viene prodotta una 'é'.
Premendo AltGr, Shift e '[' contemporaneamente, lasciandoli, e premendo poi 'a',
viene prodotta una 'å' scandinava. Similmente, premendo AltGr, Shift e '['
contemporaneamente, lasciando solo la '[', e premendola poi di nuovo,
viene prodotta una '˚'. Nonostante sembri lo stesso, questo (U+02DA) non è il
simbolo di grado (U+00B0). Esso serve per altri accenti prodotti dalle dead
keys. AltGr e '[', lasciando solo la '[' e poi premendola di nuovo, producono
una '¨'.
AltGr può essere anche usato da solo con i tasti alfabetici. Ad esempio, AltGr
ed 'm' formano una lettera mu greca minuscola: 'µ'. AltGr ed 's' formano una
'ß'. Come molti europei si aspettano (perché così è scritto sulla loro
tastiera), AltGr e '4' (o 'E', dipende dal layout della tastiera) formano il
simbolo dell'Euro, '€'.
Risorse
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